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martedì 15 aprile 2014

Donna Tartt vince (prevedibilmente) il Pulitzer, finalista anche Philipp Meyer.

La notizia ha già fatto il giro del web ma nel caso aveste passato le ultime ore sotto un sasso, sappiate che Donna Tartt si è aggiudicata l'ambito Pulitzer Prize  per la categoria "Fiction" grazie al suo ultimo romanzo, The Goldfinch, da poco uscito in Italia per Rizzoli con il titolo de Il cardellino, un mattone di oltre 800 pagine. Vi avevamo già parlato brevemente di questo romanzo qui, inserendolo tra le uscite d'oltreoceano più interessanti dello scorso anno. La vincita di The Goldfinch era, difatti, quasi scontata visto l'enorme successo di critica e pubblico che si porta dietro sin dalla sua uscita (Ottobre 2013), accaparrandosi anche una posto tra i dieci migliori romanzi dell'anno secondo il New York Times. Si tratta sicuramente di un grande traguardo per la scrittrice americana, già da tempo conosciuta e lodata in tutto il mondo grazie a The Secret History (tradotto in Italia come Dio di illusioni), ma che con quest'ultima pubblicazione sembra aver partorito il suo masterpiece, una sorta di romanzo-fiume descritto dalla giuria del Pulitzer come "un romanzo di formazione magnificamente scritto che segue la storia di un ragazzo sofferente e del suo rapporto con un famoso quadro di piccole dimensioni fuggito dalla distruzione,  un libro che stimola la mente e tocca il cuore." (clicca qui per il testo originale). A condire il tutto vi è un setting newyorkese magistrale nel rendere l'idea della magnificenza della Grande Mela e, allo stesso tempo, impeccabile nel descrivere le ferite ancora aperte in seguito al disastro dell'11 Settembre. 

Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile, Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all’attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. A disagio nella sua nuova casa di Park Avenue, isolato dagli amici e tormentato dall’acuta nostalgia nei confronti della madre, Theo si aggrappa alla cosa che più di ogni altra ha il potere di fargliela sentire vicina: un piccolo quadro dal fascino singolare che, a distanza di anni, lo porterà ad addentrarsi negli ambienti pericolosi della criminalità internazionale.
Nel frattempo, Theo cresce, diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic della città al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora. Finché, preda di una pulsione autodistruttiva impossibile da controllare, si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante un cardellino che forse rappresenta l’innocenza perduta e la bellezza che, sola, può salvare il mondo. Tra le luci dell’Upper East Side di New York e la desolazione della periferia di Las Vegas, tra capolavori rubati e fughe vertiginose lungo i canali di Amsterdam, Il cardellino è un romanzo meravigliosamente scritto che si legge come un thriller. Primo assoluto nelle classifiche di Stati Uniti, Francia e Olanda, osannato dalla critica in patria come all’estero, è l’evento letterario dell’anno.

Tra i finalisti, invece, troviamo Philipp Meyer, già autore di American Rust (Ruggine Americana nell'edizione italiana), con il suo The Son, punta di diamante delle pubblicazioni Einaudi degli ultimi mesi, tradotto letteralmente come Il figlio. Volume anche questo piuttosto corposo (600 pagine nell'edizione italiana), lo avevamo già presentato qui. Le parole della giuria del Pulitzer lo esaltano come "un romanzo multigenerazionale che fa luce sulla violenza e l'intraprendenza del West americano tracciando il percorso di una famiglia dai pericoli letali della frontiera all'immensa ricchezza del boom petrolifero". 

Dalle grandi praterie annerite da immense mandrie di bisonti, agli smisurati ranch di proprietà di un pugno di allevatori che regnavano come monarchi assoluti su schiere di vaqueros, al paesaggio arido e desolato punteggiato dalle torri dei campi petroliferi, la storia del Texasoccidentale è la storia di un susseguirsi di massacri, la storia di una terra strappata di mano piú e piú volte nel corso delle generazioni. E inevitabilmente anche la storia dei McCullough, pionieri, allevatori e poi petrolieri, è una storia di massacri e rapine, a partire dal patriarca Eli, rapito dai Comanche in tenera età e tornato a vivere fra i bianchi alle soglie dell’età adulta, per diventare infine, sulla pelle dei messicani e grazie ai traffici illeciti fioriti nel caos della Guerra Civile, un ricchissimo patrón. Ma se Eli McCullough, pur sognando la wilderness perduta, non esita ad adattarsi ai tempi nuovi calpestando tutto ciò che ostacola la sua ascesa, suo figlio Peter sogna invece un futuro diverso, che non sia quello del petrolio che insozza la terra e spazza via i vecchi stili di vita, e non può che schierarsi con trepida passione dalla parte delle vittime. La storia, però, la fanno i vincitori, ed ecco allora Jeanne, la pronipote di Eli, magnate dell’industria petrolifera in un mondo ormai irriconoscibile, in cui di bisonti e indiani non c'è piú neanche l’ombra, e i messicani sono stati respinti al di là del Rio Grande. Toccherà a lei affrontare, nel modo piú letterale possibile, un tragico e inesorabile ritorno del rimosso.



martedì 4 marzo 2014

Ultime uscite interessanti - Febbraio

Questo post doveva uscire un po' di tempo fa, in quanto si tratta delle nuove uscite letterarie, a mio parere, più interessanti di Febbraio. Capirete che, essendo oggi il 4 Marzo, mi trovo abbastanza fuori dai tempi: una gastroenterite e un week-end a Milano mi hanno tenuto lontano dal computer per più di una settimana. Quindi nulla, prendetelo così. 
D'altro canto, spero che la qualità dei titoli segnalati possa compensare tale ritardo.   

Partiamo da quello che ha destato più il mio interesse, Prendila così di Joan Didion, autrice americana di cui avevo già inserito nella mia wishlist il suo romanzo più conosciuto tra i lettori italiani, Diglielo da parte mia, edito dai tipi della E/O. Prendila così, invece, è edito da Il Saggiatore, casa editrice dalle scelte piuttosto ricercate e che annovera già nel suo catalogo tutti gli altri romanzi della Didion.  La storia è quella di un attrice fallita e ricoverata in una clinica neuropsichiatrica che ripensa alla sua vita, alla sua nascita come modella, alla sua scalata verso le colline hollywoodiane, alla vita da celebrità, costellata di party e ipocrisia, costruendo così una critica a quella società americana capace di trasformarti da Dio onnipotente a miserabile alcolizzato nel giro di pochi cocktail.
Lo desidero, lo voglio, lo pretendo!

Titolo: Prendila così
Autrice: Joan Didion
Prezzo: 14.00€
Pagine: 176, brossura
Editore: Il Saggiatore
Disponibile da: 6 Febbraio 2014

Trama: In un’esclusiva clinica neuropsichiatrica di Los Angeles Maria Wyeth, attrice fallita, ripensa alla sua vita, frammentata in episodi che appaiono ormai distanti e freddi come gli astri nella volta celeste. Dal deserto del Nevada alle colline di Hollywood, da modella a protagonista in film minori: la sua parabola è quella di una stella che non ha mai davvero brillato. Dopo anni di scelte sbagliate e di ferite emotive, Maria ha smesso di provare ogni sentimento e lascia che la vita le passi accanto. Anestetizza il dolore guidando per ore senza meta sulle autostrade della California, navigando nel traffico come nelle acque di un immenso fiume. Nonostante tutto, continua a voler giocare la sua partita, forse motivata dall’unica scintilla d’amore che riserva per Kate, la figlia malata che vede di rado. Joan Didion seziona con la sua penna affilata la fauna umana che orbita intorno a Hollywood, che sfodera sorrisi e false promesse in infiniti cocktail party, che teme il fallimento come una malattia infettiva, pronta a tutto pur di riempire il vuoto che la assedia. Romanzo dalla lingua essenziale e spietata, Prendila così fotografa gli aspetti più vacui e autodistruttivi della società americana, raccontando quanto sia doloroso vivere e quanto più facile semplicemente esistere.

Sempre incentrati sulla società americana sono i reportage del giornalista ed editor John Jeremiah Sullivan, raccolti nel volume curato da Sellerio e intitolato, appunto, Americani.  Si tratta di un acquisto doveroso per chi, come il sottoscritto, nutre da sempre un amore malato per il Paese delle contraddizioni, perennemente presente sulla scena mondiale, eppure così controverso e distante. Considerato al pari di David Foster Wallace e del suo Una cosa divertente che non farò mai più,  Sullivan sembra promettere un affresco completo su ciò che resta e che è diventato l'American Dream, dalla politica, passando per i segreti delle celebrità della musica, fino a Disney World. 

Titolo: Americani
Autore: John Jeremiah Sullivan
Prezzo: 16.00€
Pagine: 324, brossura
Editore: Sellerio
Disponibile dal: 6 Febbraio 2014

Contenuto: In questo libro tutto è stato visto, ascoltato, e soprattutto vissuto, non c’è nulla di inventato. Le storie della gente comune, i segreti di celebrità inarrivabili e di oscure personalità del passato, i dettagli di eventi apocalittici che travolgono il territorio e le persone.Scrittore e reporter errante, Sullivan ci presenta vicende e personaggi che sfiorano l’incredibile: da Constantine Rafinesque, eccentrico genio del diciottesimo secolo che inventò dal nulla la preistoria del nuovo mondo falsificandone le prove, a Mister Lytle, un anziano e stravagante letterato simbolo di un’epoca ormai trascorsa. Da un festival di «rock cristiano» frequentato da migliaia di devoti e giovanissimi fan, alle serate trascorse in Florida a chiacchierare con i protagonisti di un reality televisivo che sfruttano la loro declinante celebrità in tour di discoteche e locali minori. Sullivan indaga in modo memorabile gli anni formativi di due grandi star della musica pop, Michael Jackson e Axl Rose dei Guns N’ Roses, poi si sposta sulla costa del Golfo durante l’uragano Katrina e si spinge fino in Giamaica a scovare l’ultimo musicista della band di Bob Marley. Sulla spinta di una vorace curiosità Sullivan si è immerso nella realtà del presente, nella cultura popolare, nelle tendenze underground, nelle tradizioni storiche e letterarie del suo paese, e racconta gli americani e l’America con l’energia di Hunter Thompson e l’arguzia e l’erudizione di David Foster Wallace, in un’opera considerata tra le più raffinate e innovative degli ultimi anni. Da queste storie, da questi reportage, emerge un ritratto inconsueto di un paese che a partire dall’Undici Settembre, dopo i fallimenti della politica estera, con il declino progressivo della propria influenza sul mondo, è cambiato in modo radicale. In una prosa sempre sorprendente si delinea una nazione ripiegata su se stessa, sulla propria diversità, sulla propria eccezionalità, che torna per noi a essere enigmatica, come segnata da un affascinante e arcano provincialismo in cui si celano le origini e i segreti di cose e persone, che si tratti della difficile famiglia Jackson del talentuoso Michael o dei paesini sperduti da cui provengono i famosi e gli ignoti, accomunati in fondo dalle stesse ambizioni, dal medesimo urlo di rivolta, dalla nostalgia di quel destino felice che sembrava la promessa gloriosa e utopica dell’American Dream.


Parlando di scrittori americani è impossibile non menzionare John Williams, autore  del secondo '900 riportato alla luce da Fazi due anni fa con il suo Stoner, adorato da critica e pubblico diventando un vero e proprio best-seller a scoppio ritardato. La stessa Fazi ha pubblicato lo scorso anno Butcher's Crossing e porta adesso in Italia il suo romanzo d'esordio, Nulla, solo la notte.


Titolo: Nulla, solo la notte
Autore: John Williams
Prezzo: 13.00€
Pagine: 144, rilegato
Editore: Fazi
Disponibile dal: 27 Febbraio 2014

Trama: Nei due anni e mezzo di guerra che John Williams trascorse tra India e Birmania, tra il 1942 e il 1945, scrisse il suo primo romanzo, Nothing but the night. A soli vent’anni il giovanissimo scrittore raccontò la giornata di un giovane borghese della California, scrivendo forsennatamente nelle lunghe ore vuote che caratterizzavano la vita di certe zone periferiche al conflitto mondiale. Al suo rientro negli Stati Uniti Williams riuscì, un anno prima di laurearsi, a far stampare il suo primo romanzo. Vicino al mondo descritto da John Fante (anche lui di Denver) con un tono trasognato e a volte ironico, Arthur Maxley ci ricorda l’Arturo Bandini che vaga per le strade di Los Angeles incontrando i personaggi più disparati. Qui Arthur è un dandy che seguiamo in una giornata scandita da incontri significativi (un amico con il sogno di acquistare una macchina tipogrfica e stampare poesie, il padre distante e una donna bella, ma disperata) Rappresentati all’interno di un diner, di un hotel di lusso o di un night, gli interlocutori di Arthur sono dei compagni di viaggio con forti personalità, ognuno di loro una musa ispiratrice per cercare di comprendere la solitudine umana.

La lezione di Alissa Nutting, pubblicato da Einaudi, è un romanzo che ha suscitato parecchie polemiche in patria. Scontato, direte, visto che l'argomento è uno dei più dibattuti al giorno d'oggi: la pedofilia. In particolare la storia narrata dalla Nutting, tratta da un avvenimento realmente accaduto nella città di Tampa in Florida, è quella di una professoressa con un'insana passione per i corpi dei suoi studenti quindicenni. E se da una parte vi sono lettori (come lo scrittore Irvine Welsh) che esaltano il coraggio e il talento dell'autrice nel trattare una tematica così scottante, dall'altra vi è chi grida al giustificazionismo, all'eccessiva superficialità e alla voglia di fare soldi facilmente. Il dibattito sembra essere arrivato anche in Italia, come dimostra questo articolo piuttosto polemico de Il Fatto Quotidiano. Chi, come me, muore dalla voglia di avere un proprio parere? 


Titolo: La lezione
Autrice: Alissa Nutting
Prezzo: 17.50€
Pagine: 280, brossura
Editore: Einaudi (collana Stile Libero Big)
Disponibile dal: 6 Febbraio 2014

Trama: Celeste Price ha ventisei anni, ed è bellissima. Ha un marito, un poliziotto dalla mascella squadrata e il portafoglio gonfio. Ma quel che piace a Celeste è altro. Sono i corpi acerbi dei suoi studenti a ossessionarla. Corpi di maschi, sì, ma non ancora uomini. Corpi che hanno tutto da imparare. E non potranno più dimenticare. Una protagonista senza remore e senza rimorsi. Una storia estrema che pone domande cui soltanto il lettore può rispondere.

Un altro autore da non lasciarvi scappare se amate la letteratura americana è Philipp Meyer, che anni fa si affermò sulla scena letteraria grazie al suo esordio, Ruggine americana, con il quale vinse anche il Los Angeles Times Book Prize. Einaudi porta ora in Italia la sua ultima fatica, Il figlio, saga famigliare di seicento pagine che ripercorre centocinquant'anni di storia della regione maledetta del Nord America, il Texas. 


Titolo: Il figlio
Autore: Philipp Meyer
Prezzo: 20.00€
Pagine: 600, rilegato
Editore: Einaudi (collana I coralli)
Disponibile dal: 3 Marzo 2014

Trama: Dalle grandi praterie annerite da immense mandrie di bisonti, agli smisurati ranch di proprietà di un pugno di allevatori che regnavano come monarchi assoluti su schiere di vaqueros, al paesaggio arido e desolato punteggiato dalle torri dei campi petroliferi, la storia del Texasoccidentale è la storia di un susseguirsi di massacri, la storia di una terra strappata di mano piú e piú volte nel corso delle generazioni. E inevitabilmente anche la storia dei McCullough, pionieri, allevatori e poi petrolieri, è una storia di massacri e rapine, a partire dal patriarca Eli, rapito dai Comanche in tenera età e tornato a vivere fra i bianchi alle soglie dell’età adulta, per diventare infine, sulla pelle dei messicani e grazie ai traffici illeciti fioriti nel caos della Guerra Civile, un ricchissimo patrón. Ma se Eli McCullough, pur sognando la wilderness perduta, non esita ad adattarsi ai tempi nuovi calpestando tutto ciò che ostacola la sua ascesa, suo figlio Peter sogna invece un futuro diverso, che non sia quello del petrolio che insozza la terra e spazza via i vecchi stili di vita, e non può che schierarsi con trepida passione dalla parte delle vittime. La storia, però, la fanno i vincitori, ed ecco allora Jeanne, la pronipote di Eli, magnate dell’industria petrolifera in un mondo ormai irriconoscibile, in cui di bisonti e indiani non c'è piú neanche l’ombra, e i messicani sono stati respinti al di là del Rio Grande. Toccherà a lei affrontare, nel modo piú letterale possibile, un tragico e inesorabile ritorno del rimosso.

Passando alla Neri Pozza, vi è un solo romanzo che ci tengo a segnalare per questo mese. Si tratta di Con rispetto parlando di Ana Nobre de Gusmao, la cui trama mi incuriosisce abbastanza, una sorta di commedia umana filtrata dagli occhi di una protagonista sui generis, una domestica di nome Laurinda. 


Titolo: Con rispetto parlando
Autrice: Ana Nobre de Gusmao
Prezzo: 18.00€
Pagine: 363, brossura
Editore: Neri Pozza (collana Bloom)
Disponibile dal: 6 Febbraio 2014

Trama: Laurinda è una domestica a ore. Chiama "padroni" i suoi datori di lavoro, ma nel suo tono di voce non c'è un briciolo di provocazione. Per lei il mondo va così e non ce n'è da lamentarsene. Si dice contenta di essere vedova, è conservatrice, bacchettona, pettegola, sboccata, superstiziosa e parla con i fantasmi. Eppure, quando varca la soglia di casa dei suoi quattro padroni e inizia a parlare con quel suo modo schietto e sincero tutti pendono dalle sue labbra. Come Celeste, una donna divorziata che passa da un flirt all'altro, l'ultimo dei quali con un bamboccio apatico interessato solo ai suoi soldi. O Vanda, sposa e madre esemplare che si annoia a morte e passa il tempo a cucinare, senza rendersi conto che nessuno mangia quello che lei si ostina a preparare. Oppure Ursula, una ceramista svizzera nella cui casa affollata da quadri si muovono anime e fantasmi che solo la domestica può vedere. E infine Emanuel, "il professore": uomo colto e scapolo. L'unico che Laurinda vizia e coccola nella speranza che ammetta la sua omosessualità e dia una raddrizzata alla propria vita. "Con rispetto parlando" è una commedia umana in cui la protagonista accompagna i propri "padroni" tra fidanzamenti, divorzi, scandali e viaggi improvvisi, confermando quanto sia vero uno dei ritornelli da lei più ripetuti: "gli uomini, in fondo, sono tutti uguali".

Per quanto riguarda l'immacabile Minim Fax, invece, ho adocchiato due pubblicazioni interessanti, La parte divertente di Sam Lipsyte e la nuova edizione Gesù lava più bianco di Bruno Ballardini. Il primo è una raccolta di racconti, grotteschi, divertenti e dissacranti, elogiato dal New York Times come una rockstar della scena letteraria e dai critici come una delle migliori penne della narrativa americana. L'autore non è nuovo nel catalogo della Minimum, anzi, tempo fa ho aggiunto in wishlist il suo romanzo Chiedi e ti sarà dato. Ad essere sincero, però, è Gesù lava più bianco il libro che bramo di più, poiché si tratta di un'analisi della Chiesa priva di ogni orpello mistico e incentrata esclusivamente sul punto di vista comunicativo-pubblicitario - il marketing, insomma - dalle origini a Papa Bergoglio. Nulla di troppo letterario insomma, mi rendo conto che può non incontrare il gusto di tutti, ma a me incuriosisce e anche assai. 


Titolo: La parte divertente
Autore: Sam Lipsyte
Prezzo: 15.00€
Pagine: 232, brossura
Editore: Minimum Fax
Disponibile dal: 13 Febbraio 2014

Trama: Il nuovo libro di Sam Lipsyte è una «sublime baraonda» (così l’entusiastica recensione di Ben Fountain sul New York Times) «che si muove abilmente sul confine fra ilarità e pathos». In questi racconti caustici, irriverenti, esilaranti, l’autore descrive il lato più grottesco di una middle class piena di velleità intellettuali e di ambizioni di successo ma che inciampa costantemente nella propria mediocrità. Un buono a nulla con molta inventiva cerca di sbarcare il lunario spacciandosi per balia alle neomamme chic di Brooklyn; un ragazzino scatena il proprio sadismo nelle partite di Dungeons & Dragons; la figlia di un sopravvissuto all’Olocausto si innamora di un giovane coperto di tatuaggi neonazisti; un ex tossico che ha scalato le classifiche dei bestseller grazie al suo memoir a tinte forti scopre di avere perso il favore dei lettori. L’umorismo implacabile e sovversivo di Lipsyte, unito al suo stile pirotecnico, ne fanno a detta unanime dei critici una delle migliori voci della narrativa americana contemporanea.



Titolo: Gesù lava più bianco
Autore: Bruno Ballardini
Prezzo: 10.00€
Pagine: 220, brossura
Editore: Minimum Fax
Disponibile dal: 27 febbraio 2014

Trama: Gesù lava più bianco è un tour de force documentatissimo e irriverente sulla storia della comunicazione pubblicitaria nella Chiesa cattolica, che decostruisce senza falsi ossequi la dottrina, la ritualità, la teologia, l’architettura, l’evangelizzazione nei loro elementi propagandistici e, in senso linguistico, pragmatici, e fornisce così un contributo a un’altra, nuova controstoria della Chiesa – la grande azienda con il settore marketing più efficace e capillare di tutta la storia occidentale. Del resto, come ha dichiarato monsignor Ernesto Vecchi nel 1997: «Il marketing? Ha cominciato Gesù, già duemila anni fa...» In questa nuova edizione l’autore fa luce sugli scenari che si sono aperti in Vaticano dopo l’abdicazione di Ratzinger e l’elezione di Francesco. Bergoglio è il papa che si trova ad amministrare una chiesa in crisi, minata dagli scandali, dalle divisioni interne e dalla concorrenza: sta cercando nuove strategie di comunicazione o abbandonerà la via del marketing per tornare ai valori fondanti del cristianesimo?

L'ultima segnalazione di  questo post è firmata da un prolifico autore nostrano parecchio conosciuto e apprezzato dalla critica (è già stato candidato al Premio Strega e al Premio Campiello). Parlo di Andrea Vitali e del suo Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti. Come tutti i romanzi dell'autore, anche questo è ambientato nel suo paesino lombardo sulla sponda orientale del lago di Como e descrive una società variopinta, un po' bigotta ma che riesce sempre a risultare incredibilmente comica nel suo essere così poco al passo coi tempi. 


Titolo: Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti
Autore: Andrea Vitali
Prezzo: 18.50€
Pagine: 448, rilegato
Editore: Rizzoli
Disponibile dal: 26 Febbraio 2014

Trama: Bellano 1915. In una sera di fine novembre una fedele parrocchiana, la Stampina, si presenta in canonica: ha urgente bisogno di parlare con il prevosto, che in paese risolve anche le questioni di cuore. Suo figlio Geremia, docile ragazzone che in trentadue anni non ha mai dato un problema, sembra aver perso la testa. Ha conosciuto una donna, dice, e se non potrà sposarla si butterà nel lago. L'oggetto del suo desiderio è Giovenca Ficcadenti, di cui niente si sa eccetto che è bellissima - troppo bella per uno come lui - e che insieme alla sorella Zemia sta per inaugurare una merceria. Il che basta, nella piccola comunità, a suscitare un putiferio di chiacchiere e sospetti. Perché la loro ditta può dirsi "premiata"? Da chi? E quali traffici nascondono i viaggi che la Giovenca compie ogni giovedì? Soprattutto, come si può impedire al Geremia di finire vittima di qualche inganno? Indagare sulle sorelle sarà compito del prevosto, per restituire alla Stampina un figlio "normale". Facile dirlo. Non così facile muoversi con discrezione laddove sembrano esserci mille occhi e antenne... Cos'è un paese se non un caleidoscopio di storie, un'orchestra di uomini e donne che raccontando la vita la reinventano senza sosta, arricchendola di nuovi particolari? Con micidiale ironia, Vitali dà voce a questo coro - una sinfonia di furbizie e segreti, invidie e pettegolezzi - che mostra una faccia sempre diversa della verità, e un attimo dopo la nasconde ad arte...

venerdì 21 giugno 2013

FANBOY TIME: La Casa per bambini speciali di Miss Peregrine diventerà un film di Tim Burton.

[Attenzione questo articolo è esente da serietà alcuna e potrebbe danneggiare la vostra sanità mentale. Nel caso dovesse accadere, sentitevi liberi di insultarmi.]

Fino a eri sera avevo perso quasi tutte le speranze, secondo fonti certe non era in ballo alcuna trattazione che vedesse Tim Burton alla regia del film tratto dal celebre romanzo americano La casa per bambini speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs.
Questa mattina invece Marco, a cui ho sufficientemente scartavetrato i maroni con le mie apologie del regista californiano, mi ha linkato questo articolo. 
L'autorevole e affidabile The Hollywood Reporter ha detto che sì, Tim Burton dirigerà la pellicola tratta dal suddetto libro, mentre ad adattarlo ci penserà Jane Goldman, lo sceneggiatore di X-Men: First Class.


Credo non ci sia bisogno di raccontare la mia reazione alla notizia, vero? Solo Tim Burton può far uscire il mio lato più stupidamente fanboy.



Ah, inoltre il film uscirà il 30 Luglio 2015.


Cercherò di non morire fino ad allora, del resto ho ancora il libro da leggere. Conosco le fotografie all'interno a memoria ormai, ma per quanto riguarda la lettura vera e propria c'è sempre qualche motivo che mi costringe a rimandarla. 
Magari potrebbe essere il libro tematico per il mese di Ottobre, vedremo. 
Per chi, invece, non lo conoscesse ancora (come avete fatto?), trovate qui la mia (pietosa) anteprima di qualche anno fa. 

Non sono adorabili?

mercoledì 12 giugno 2013

Post di anteprime-mica-tanto-anteprime

In realtà questo post non era nemmeno previsto per due motivi:

  1. Se scrivo di libri che non ho finisce che non resisto più e li compro e, visto l'ordine Libraccio che ho appena fatto, non sarebbe proprio il caso
  2. E' estate, sto leggendo come se non ci fosse un domani e, sopratutto, sono immerso in un libro troppo bello e che vorrei recensire in tempi non troppo biblici
In ogni caso, mi sono imbattuto in qualche uscita recente e, in rari casi, prossima troppo interessante per non essere segnalata, ma vediamo di affrettarci che devo tornare sul divano a leggere.

Il primo avvistamento è un romanzo pubblicato il 6 Giugno dalla splendida Minimum Fax, una casa editrice che ho scoperto grazie allo spammatissimo Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti. 
Consiglio spassionato: se siete squattrinati come me e la strada della vendita degli organi non vi attira troppo, non guardate il loro catalogo, perché poi va a finire che scoprite libri come Fine impero di Giuseppe Genna e la vendita di un rene inizierà a sembrarvi cosa da poco. Non iscrivetevi neanche alle loro pagine Facebook e Twitter, perché la Minimum è una casa editrice seria e - udite udite! - pubblicizza i suoi libri, ed è proprio grazie a questa che mi è capitata sotto tiro la trama del suddetto romanzo.
Bè, che dire, parla sicuramente di noi, e no, non è una cosa positiva. 

Titolo: Fine Impero
Autore: Giuseppe Genna
Prezzo: 15.00€
Dati: 2013,237p.,brossura
Edtore: Minimum Fax
Disponibile dal: 6 Giugno 2013
Trama:
Che cosa accade a un uomo quando perde tutto? Se il paese è l’Italia e quell’uomo è un intellettuale che per sbarcare il lunario scrive per le riviste di moda, il dramma privato può rivelarsi una porta d’accesso verso un altro tipo di disastro: il mondo contemporaneo. Ecco allora che il protagonista di Fine Impero intraprende la sua discesa al centro della terra aggirandosi nella notte senza fine di ciò che per comodità chiamiamo ancora show business. A fare da traghettatore c’è zio Bubba, un uomo che è «più dei politici»: agente, impresario, personaggio misterioso e chiave di volta per comprendere in cosa ci sta trasformando lo spettacolo del potere che (dagli schermi tv invasi dai talent e dai reality, fino al profondo della nostra intimità) contempliamo senza sosta a occhi spalancati. Fino a quando non si spalancherà anche la piccola porta di una tragedia la cui potenza non è possibile arginare – il mistero inesplicabile della morte dei bambini su cui la grande letteratura non fa che interrogarsi ciclicamente. Giuseppe Genna, lo scrittore che meglio ha indagato le pieghe più inquietanti dell’Italia di questi anni, racconta una parabola che ci riguarda da vicino. Abbiamo dimenticato qualcosa di fondamentale tra le stanze di un brutto sogno, e l’unico modo per riprenderla è tuffarcisi dentro.


L'autore:
Giuseppe Genna (1969) è autore di numerosi romanzi, fra cui, per Mondadori, Nel nome di Ishmael (2001), Non toccare la pelle del drago (2003), Grande Madre Rossa (2004), Hitler (2008), Le teste (2009) e, per Rizzoli, Dies Irae (2006). Per minimum fax ha pubblicato Italia De Profundis (2008, Premio Corrado Alvaro), Assalto a un tempo devastato e vile (2010) e ha curato l'antologia Tu sei lei (2008) e sta per tornare in libreria con il romanzo Fine impero. 
Contatti: Sito, Facebook 


Anche il secondo romanzo è già approdato in libreria il 6 Giugno, edito da Nottetempo.  Si tratta de La penultima fine del mondo di Elvira Seminara, forte di una trama che mi ha ricordato Cecità e Le intermittenze della morte di Saramago. 
La quarta di copertina lo definisce "un noir metafisico".  Non amo i noir, ma la componente metafisica mi intriga assai. 

Titolo: La penultima fine del mondo
Autrice: Elvira Seminara
Prezzo: 11.00€
Dati: 2013,154p.,brossura
Editore: Nottetempo (collana Il rosa e il nero)
Dispinibile dal: 6 Giugno 2013

Trama:
In un piccolo paese dell'isola la gente comincia a morire, lanciandosi da balconi e scarpate: nessuno ha un motivo apparente, ma tutti un vago sorriso. I casi ormai non si contano più e la stampa internazionale si riversa nella cittadina per documentare gli eventi. Quando, nel timore di un'epidemia planetaria, si spegnerà il faro dell'attenzione, gli abitanti resteranno soli e prigionieri a sprofondare nel regno delle ombre. Non soli del tutto, però. È rimasto in paese uno scrittore di gialli per affrontare il mistero di quei suicidi felici. Un noir metafisico e visionario, la distopia di una società deperibile in questo romanzo di Elvira Seminara.

L'autrice:
Elvira Seminara fa la giornalista e vive ad Acicastello. Ha pubblicato i romanzoi L’indecenza (2008) e I racconti del parrucchiere (2009). Per Nottetempo è uscito nel 2011 Scusate la polvere.


Passiamo ora a qualcosa di più leggero, più precisamente ad un romanzo per ragazzi disponibile in libreria proprio da oggi, 12 Giugno, La terra delle storie di Chris Colfer. Ok, lo ammetto, questo romanzo mi rende un pochino ipocrita: solitamente diffido di cantanti, attori e personaggi dello spettacolo che di punto in bianco si reinventano scrittori. Solitamente vi è sempre dietro un ghost writer e, solitamente, neanche tanto bravo.  Questa volta però è diverso, o almeno spero che lo sia. Chris Colfer, per chi non lo conoscesse, è uno degli attori principali della celebre serie TV americana Glee, gay sia nella fiction che nella vita reale. Dotato di un immenso talento recitativo e di una voce inestimabile - se non ci credete ascoltatevi una qualsiasi delle sue cover in Glee - , Colfer ha anche, nonostante la giovane età, sceneggiato un film e scritto tre libri, due dei quali appartenenti alla saga per ragazzi The Land of stories.
Probabilmente lo leggerò, senza molte pretese, senza cercare chissà quale rivelazione letteraria, ma lo leggerò perché credo che sia stato davvero Colfer a scriverlo e perché lui mi ispira simpatia e voglio vedere se saprà stupirmi anche sotto questo aspetto.

Titolo: La terra delle storie
Autore: Chris Colfer
Prezzo: 15.00€
Dati: 2013,497p.,rilegato
Editore: Rizzoli
Disponibile dal: 12 Giugno 2013

Trama:
Alex e Conner non sono contenti della loro vita. Il papà non c'è più, la mamma lavora troppo, e a scuola sono solo problemi. Poi il libro di fiabe ricevuto in dono dalla nonna per il loro dodicesimo compleanno prende vita, e tutto cambia. Perché non è solo un libro, ma la porta che si apre su un altro mondo, e fratello e sorella vi precipitano come Alice, lei per errore, lui per non lasciarla sola. Dall'altra parte c'è la Terra delle Storie, e il primo incontro in quella landa magica è con il Principe Ranocchio. L'avventura chiama. E nelle fiabe, anche nelle più note, niente è come appare...

L'autore:
Chris Colfer è noto per il suo ruolo nella serie TV della Fox, Glee, dove veste i panni del giovane Kurt. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo, The Land of Stories: The Wishing Spell, e Struck by lightning, di cui ha sceneggiato anche l'omonimo film. Ad Agosto 2013 uscirà il sequel del suo primo romanzo, The Land of Stories: The Enchantress Return.

martedì 16 aprile 2013

Blog Tour: Ogni Giorno - Prima Tappa

Troppo spesso ci si lamenta della banalità, eterogeneità e piattezza delle pubblicazioni YA nel panorama italiano e proprio noi del blog Sangue d'inchiostro, un po' di tempo fa, pubblicammo un articolo abbastanza pungente sull'argomento per lamentarci della mala amministrazione del genere da parte delle case editrici nostrane, fomentata, purtroppo, dagli stessi lettori da mercato, quelli che leggono poco e, bisogna dirlo, leggono male, quelli che non cercano storie innovative, ma si accontentano sempre della stessa zuppa scaldata e riscaldata all'infinito, la stessa zuppa che ormai ha stancato, invece, tutti coloro che dalla lettura  - anche da quella per giovani adulti - vogliono quel quid in più, quella qualità che è stata distrutta dall'ennesimo facsimile del romanzo più venduto al momento. 
Tuttavia le case editrici devono vendere e, specialmente di questi tempi, osare diventa sempre più rischioso e, di conseguenza, raro. 
Eppure c'è ancora chi lo fa e va sostenuto. Ecco perchè ho deciso di partecipare a questo blogtour, atto a divulgare per la rete l'imminente uscita italiana di Ogni giorno, un romanzo di David Levithan, un simpatico individuo americano che rientra nella categoria degli scrittori YA più amati all'estero, ma decisamente ignorati da noi. Quanti hanno letto o sentito parlare del suo romanzo gay friendly Boy meets boy? Molto pochi immagino, e basta dare un'occhiata su Anobii per notare quanto questo titolo sia decisamente poco conosciuto in confronto a tanti altri romanzetti pseudo Twilight, o peggio, pseudo Fifty Shades - a dimostrazione di quanto in basso la letteratura (?) possa arrivare. 
Fortunatamente la Rizzoli ha deciso di offrire un'altra chance all'autore, pubblicando quello che è forse il suo romanzo più amato in patria, Ogni giorno, appunto, ovvero una storia finalmente originale, simpatica, profonda, ben scritta e soprattutto rispettosa nei confronti del cervello dei suoi giovani destinatari - alleluja!. 
Levithan prende, infatti, un tema sicuramente non nuovo per chiunque abbia studiato un po' di filosofia, quello dello stretto rapporto anima-corpo, e lo adatta per un personaggio il cui nome è composto da una sola lettera, A, ad indicare la sua essenzialità, il suo essere solo un' anima che, ogni giorno, trasmigra in un corpo diverso, incapace di porsi un freno e di sostare nella vita del corpo ospite per più di ventiquattro fuggevoli ore. Tutto questo farà da cornice ad una storia d'amore improbabile, profonda e resa magnificamente  grazie ad uno stile di scrittura tangibilmente delicato. 
Ho avuto l'onore di iniziare a leggere questo romanzo in anticipo rispetto all'uscita in libreria, in modo da potervi lasciare le suddette brevi e sintetiche impressioni da prima lettura (secondo il Kobo per adesso sono al 40%), ma soprattutto sono felice di poter ora passare al succo di questa tappa sul mio blog: la rivelazione della copertina del libro che, per quanto abbastanza simili, preferisco all'originale per i toni azzurri che sono stati sostituiti al cielo grigio e anonimo della versione USA . 

Titolo: Ogni giorno
Autore: David Levithan
Prezzo: 15.00€
Pagine: 2013,378p.,rilegato
Editore: Rizzoli
Disponibile dal: 24 Aprile

Com’è l’attimo in cui ci s’innamora? 
Come può una frazione di tempo così infinitesimale racchiudere una tale immensità? 
D’un tratto capisco perché le persone credano nei déjà-vu e nelle vite passate: tutti gli anni che trascorriamo sulla terra non potrebbero mai contenere ciò che provo adesso. 

Trama:
Da quando è nato, A si sveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattr’ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile. Per la prima volta si innamora e cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione. E Rhiannon s’innamora a sua volta dell’anima di A. Ma dimenticare il suo involucro, ogni giorno diverso, è difficile, e pian piano la loro relazione si fa più delicata di un vetro fragile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le sue regole, prende a lasciare nelle esistenze quotidiane strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge…


L'autore:
David Levithan è nato nel 1972 in New Jersey. È da anni direttore editoriale di Scholastic Press e fondatore di PUSH, il marchio Scholastic impegnato nella ricerca di nuove voci e nuovi autori. Con Rizzoli ha pubblicato Boy Meets Boy, vincitore del Lambda Literary Award. 
Contatti: Sito ufficiale, Facebook, Twitter

lunedì 4 marzo 2013

Recensione: Colpa delle stelle - John Green

Titolo: Colpa delle stelle
Autore: John Green
Prezzo: 16.00€
Dati: 2012,347p.,rilegato
Editore: Rizzoli

Una miscela di malinconia e dolcezza, un romanzo al tempo stesso filosofico e divertente. Green mette in scena il vero amore... ed è più romantico di un tramonto sulla spiaggia.
- New York Times - 

Trama:
Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

L'autore:
John Green è nato nel 1977. È cresciuto in Florida e in Alabama, dove ha frequentato una scuola non molto diversa da Culver Creek, e oggi vive a Indianapolis. Cercando Alaska è stato il suo primo romanzo e negli Stati Uniti ha vinto numerosi premi come miglior libro per Young Adults. Nel 2013 diventerà un film della Paramount Pictures scritto e diretto da Josh Schwartz, il creatore di The O.C. Rizzoli ha pubblicato anche Teorema Catherine e Città di carta.

Recensione:
Ho rimandato a lungo la recensione di Colpa delle stelle, fondamentalmente perchè sono un codardo e mi suggerivo di non provarci nemmeno, di lasciar perdere e semplicemente passare oltre. 
Trovo sempre più facile parlare di libri che mi hanno deluso o lasciato indifferente  che cercare le parole adatte per descrivere  la potenza di una lettura come questa. 
Ho atteso Colpa delle stelle per tanto tempo, lo desideravo già da quando i primi lettori esteri ne iniziavano a tessere le lodi, ho visto crescere la sua fama, quando quest'ultima fatica di John Green si imponeva oltreoceano come un vero e proprio caso editoriale. 
Poi è arrivato in Italia, tra le mie mani trepidanti, ed è successo l'inevitabile.
Mi è esploso addosso.
Mi ha distrutto.
Mi ha frantumato in mille pezzi. 
L'obbiettivo di ogni scrittore e, di conseguenza, di ogni libro è quello di raccontare una bella storia, pescando dal mucchio di cui il mondo e la fantasia umana sono ripieni. Una bella storia, però, per quanto ben concepita, rischia di essere solo un temporaneo divertissement fine a se stesso se non è in grado di offrire un fornito emporio di emozioni e un sovrapporsi di letture differenti. 
Colpa delle stelle non è assolutamente uno di questi e, seppur classificato tra i romanzi per ragazzi - credo solo perché i protagonisti sono due adolescenti -, è un libro universale. Non solo per l'innata capacità di parlare ai lettori di ogni età, ma proprio per tematiche e contenuti, che lo rendono molto più della solita, banale e spesso melensa storia sul cancro, nonostante la copertina italiana di Sparksiana memoria. 

Sugli opuscoli che parlano di tumori o nei siti dedicati, tra gli effetti collaterali del cancro c'è sempre la depressione. In realtà la depressione non è un effetto collaterale del cancro. La depressione è un effetto collaterale del morire. 

Hazel è una sedicenne con un tumore ai polmoni, temporaneamente bloccato dal Palanxifor, un farmaco fittizio che le concede del tempo in più per continuare a stare con i suoi genitori, continuare a respirare, camminare, parlare e vivere, anche se su quest'ultimo punto non è del tutto convinta.
Le sue  instabili e precarie condizioni di salute le impediscono di capire quale possa essere il senso di un'esistenza costantemente sul filo del rasoio, sostenuta da macchinari e bombole d'ossigeno, un'esistenza di cui la fine, per quanto il Palanxifor possa rimandarla, è già stata decisa. 
L'incontro con l'affascinante e carismatico Augustus, reduce da un cancro che lo ha privato di una gamba, sarà fatale, perchè la costringerà a rimettersi in gioco, ad uscire dalla routine casa-gruppo di supporto-casa, a cercare di rimettere insieme i pezzi della sua vita per inseguire un mondo che, dopo tutto il tempo passato tra ospedali, medici e improbabili cure, sembra averla gettata via come un giocattolo rotto.

I libri sul cancro fanno schifo.

La penna di John Green traccia una storia sull'ineluttabilità del dolore e della morte, e lo fa con un preciso scopo: creare un inno alla vita stessa, percorsa da quelle domande fondamentali e senza risposta, che, come un filo rosso, legano le esistenze dei due giovani protagonisti ad ogni altra esistenza umana. Hazel, che si sente una bomba sempre a rischio di esplosione e ha paura di ferire tutti coloro che le stanno attorno, incarna l’ umanità nella sua tragicomica condizione: portata alla vita per un limitato ed ignoto lasso di tempo e costretta ad accettarne la fine e la caduta nell'oblio che essa comporta. Augustus, con la sua esuberanza, il suo eroismo, la voglia di lasciare un segno, e il controllo che cerca di esercitare sulla sua esistenza come su quelle sigarette mai accese, è la gioia di vivere ogni piccolo atroce attimo, la capacità di stupirsi dinanzi al grande spettacolo di questo imperscrutabile universo, la voglia di inseguire i propri sogni anche quando il mondo è tutt'altro che ufficio esaudimento desideri.

I miei pensieri sono stelle che non riesco a far convergere in costellazioni.

Colpa delle stelle è un libro che si muove molto per citazioni e metafore, a partire dai due protagonisti. Ho condiviso la stanza d’ospedale con degli adolescenti malati di cancro e posso dire che,  pur cercando di non far mai trasparire, specialmente dinanzi ai genitori, la loro disperazione, pur mostrando sempre un sorriso che mascherasse i loro reali turbamenti, pochi di essi si sarebbero prestati a brillanti conversazioni filosofiche. I verosimili Hazel e Augustus, come mostrato precedentemente, sono chiaramente delle metafore,  e vanno dunque estrapolati dalla loro età. I dubbi che ossessionano Hazel circa il Marchese dei Tulipani e la vita della madre di Anna in seguito alla morte della figlia, rappresentano, tramite, appunto, una metafora meta-letteraria, i suoi dubbi - e i dubbi di ogni uomo - circa l’esistenza di Dio e le preoccupazioni per il futuro di sua madre una volta che il Palanxifor avrà cessato il suo effetto. Un altro esempio della genialità che pervade l’intero romanzo sta nella meravigliosa descrizione di Amsterdam, di cui ci viene subito fatta notare l’acqua da cui è circondata, l’acqua che ha aiutato il fiorire della città e che, in caso di straripamento, si trasforma in un elemento pericoloso e negativo, in riferimento quindi al liquido nei polmoni di Hazel: l’acqua è per lei, come per tutti, fonte di vita e, adesso, è causa della sua morte. 
SPOILER! Emblematico è, invece, il bacio che i due ragazzi si scambiano per la prima volta nella casa di Anna Frank, ovvero, la vita nonostante il dolore, la vita nonostante tutto.

Shakespeare non si è mai sbagliato tanto come quando fece dire a Cassio "La colpa, caro Bruto, non è nelle nostre stelle / ma in noi stessi." Facile a dirsi quando si è un romano patrizio (o Shakespeare!), ma c'è invece colpa in abbondanza da trovare nelle nostre stelle. 

John Green prende quelli che sono i classici personaggi-stereotipo americani, in questo caso la ragazza qualunque e il ragazzo figo e pieno di charme, e li priva della loro aria glamour, li demistifica, stravolge, ribalta, toglie loro qualcosa, rendendoli  drammatiche vittime di un dolore necessario, ma capaci di affrontalo con la stessa ironia con cui l'universo si prende costantemente gioco di ogni essere umano, grazie a dialoghi brillanti, un sarcasmo pungente e quella leggera, fresca spensieratezza, quel paradossale senso di vita, di eterna adolescenza e di primo amore. 
Colpa delle stelle non è solo una meravigliosa storia d'amore, ma anche un romanzo scritto magistralmente - seppur con una traduzione che non rende affatto onore alla bellezza dello stile di Green - , esente da qualsiasi qualunquismo o semplificazione e che non si fa scrupoli di usare il cancro per porsi delle domande, per porre delle domande, quei punti interrogativi che costellano il grande enigma di ogni singola esistenza e che puntano a quell'ancora più grande e indissolubile mistero che è la nostra definitiva scomparsa. 
E' una girandola di emozioni, è una storia potente che vi scuoterà, che vi farà piangere - e anche tanto - e che non potrete dimenticare. 
E' un libro, è la vita: ha il sapore salato delle lacrime e rimbomba del suono fragoroso di una risata. 

Mi hai regalato un per sempre dentro un numero finito, e di questo ti sono grata.


Voto:


martedì 15 gennaio 2013

Destinazione Italia #3


Avevo intrapreso questa rubrica quattro mesi fa, quando l'estate era al culmine e si era tutti curiosi di scoprire cosa ci avrebbero riservato i mesi successivi, in termini letterari ovviamente. Oggi la riesumo dal posticino impolverato nel quale era finita per poter dare un'occhiata ai libri che arriveranno nei nostri scaffali questa primavera. Come sempre non è detto che tutte le informazioni riguardati l'edizione italiana dei seguenti libri siano corrette - alcune potrebbero anche mancare del tutto - e le copertine inserite appartengono all'edizione originale quindi la casa editrice nostrana potrebbe decidere di modificarle leggermente o cambiarle del tutto. 

Partiamo da un avvistamento previsto per Marzo e che sicuramente renderà felici molti di voi che lo attendevano da tempo. The Selection di Kiera Cass uno degli young adult distopici più corteggiati dai lettori italiani del web, dalla copertina ammaliante, a trama sicuramente accattivante e forte di un successo talmente vasto da indurre il canale americane The CW ad acquistarne i diritti per una serie TV di cui il pilot sembra già in preparazione. Ma siamo sicuri della sua effettiva qualità? Su Goodreads può vantare più di quattro stelle ma anche tante recensioni negative e ben motivate, senza contare quella sorta di scandalo che si porta dietro da un po' di tempo. Come si può vedere da questo screen infatti, l'autrice del romanzo e la sua editor hanno insultato pubblicamente, durante una discussione tramite Twitter, un utente di Goodreads, Wendy, che aveva parlato in toni educati ma molto negativi del romanzo e, sempre nella stessa discussione, hanno concordato di mettere personalmente "like" ad altre recensioni positive, chiedendo ai loro amici di fare lo stesso, così che la recensione di Wendy non fosse più in vetta alla classifica. Nel mondo del web nulla rimane nascosto e l'azione delle due ha portato, ad un putiferio generale (qui lo screen), dovuto anche alla creazione di veri e propri profili falsi con cui poter mettere mi piace ad altre recensioni.
La domanda dunque è: quanto può essere valida un'autrice che si serve di simili stratagemmi per pubblicizzare il suo libro? 

Titolo: The Selection
Autrice: Kiera Cass
Prezzo: 17.90€
Dati: 2013,288p.,rilegato
Editore: Sperling&Kupfer
Disponibile da: Marzo 2013

Trama: In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l'erede al trono seleziona la propria moglie grazie a un reality show. Spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l'occasione di una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America è un incubo. A sedici anni, l'ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un Palazzo che non conosce. Perdendo così l'unica persona che abbia mai amato, il coraggioso e irrequieto Aspen. Poi però America conosce il Principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un'esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare...

Passiamo ad un altro libro in dirittura d'arrivo per Febbraio, un romanzo che avevo adocchiato da tempo su Goodreads, dove si è beccato quattro stelle, e di cui avevamo già parlato in una puntata di Oltreoceano, augurandoci che venisse tradotto al più presto.
Le nostre speranze erano però ben riposte, dato che l'autore de L'uomo che voleva fermare il tempo, questo il titolo italiano del romanzo The Time Keeper, è nientepopodimeno che Mitch Albom, autore statunitense da 30 milioni di copie e di cui romanzi, tutti best-seller, sono stati tradotti in ben 41 paesi. Anche qui in Italia possiamo disporre di tutte le sue opere (I miei martedì col professore, Le cinque persone che incontri in cielo, Un giorno ancora e La vita in un giorno) tradotte dalla casa editrice Rizzoli, che, a quanto pare, sì è celermente data da fare per portare l'ultima opera dell'autore sugli scaffali dei lettori non anglofoni. L'uomo che voleva fermare il tempo sembra essere in grado di trattare con geniale umorismo argomenti di stampo filosofico e io non vedo l'ora di poter constatare con mano. 


Titolo: L'uomo che voleva fermar eil tempo
Autore: Mitch Albom
Prezzo: 17.00€
Dati: 2013,280p.,rilegato
Editore: Rizzoli (collana best)
Disponibile da: Febbraio 2013

Trama: Agli albori dell'umanità, il giovane Dor non sa cosa sia il tempo, ma inventa i primi strumenti per misurarlo. Per questo viene rinchiuso per migliaia di anni in una caverna, diventando la personificazione stessa del Padre Tempo. Liberato ai giorni nostri, potrà sottrarsi alla maledizione dell'eternità e ricongiungersi alla moglie perduta solo se riuscirà a insegnare a due mortali il vero senso della vita. I prescelti sono un'adolescente brillante e infelice che ha scelto di morire, e un vecchio miliardario che vorrebbe vivere per sempre. Nel suo nuovo romanzo, Mitch Albom ricorda a tutti noi come ogni vita risponda a un disegno.  

E infine, per concludere col botto questa felice carrellata, sempre a Marzo arriva il romanzo storico di un autore che ha già fatto sentire la sua brillante voce nel vasto panorama letteraria con il suo Il bambino col pigiama a righe. Parlo dunque di  John Boyne che all'estero può vantare una vasta e apprezzata bibliografia, di cui qui in Italia, oltre al suddetto celebre romanzo, è arrivato ben poco: solo due romanzi per ragazzi, Che cosa è successo a Barnaby Brocket e Il bambino col cuore di legno. Fortunatamente la Rizzoli ha finalmente deciso di pubblicare una delle sue  numerose storie a sfondo storico, in particolare la scelta è ricaduta su un suo romanzo del 2010, The House of Special Purpose commercialmente tradotto con L'ultimo segreto di Anastasia (titolo che odio perchè ricorda tanto quei romanzetti scadenti della Newton Compton!) . La narrazione inizia infatti nella Russia del 1915 e ci porta a scoprire il mondo della famiglia Romanov prima della rivoluzione che ne fece decadere il potere, tra complotti, passioni, segreti e l'accattivante figura di Anastasia, la giovane e ammantata di mistero ultima dei Romanov su cui tutti quanti abbiamo fantasticato, probabilmente anche grazie ad un certo lungometraggio animato... 
Lo voglio, lo voglio, lo voglio!

Titolo: L'ultimo segreto di Anastasia
Autore: John Boyne
Prezzo: 9.90€
Dati: 2013,450p.,rilegato
Editore: Rizzoli (collana Max)
Disponibile da: Marzo 2013

Trama: Russia, 1915: Georgij ha sedici anni, vive in uno sperduto villaggio di contadini e salva la vita di un membro della famiglia imperiale. Salutato come un eroe, viene reclutato come guardia del corpo del principe Aleksej, unico figlio di Nicola II. Scopre così i segreti dello zar e della moglie Alessandra, assiste alle macchinazioni del monaco Rasputin, si avvicina alla principessa Anastasia, è testimone - e protagonista - degli eventi che determinano il destino della famiglia imperiale dopo la vittoria della rivoluzione. Sessant'anni più tardi, mentre in un ospedale di Londra veglia la moglie Zoya, Georgij ripercorre i ricordi di una vita tormentata e di una storia d'amore velata dall'ombra nera del fato dei Romanov...