giovedì 24 gennaio 2013

Lo Young Adult in Italia: dov'è la qualità?

A cura di Marco Locatelli
Io adoro lo Young Adulttutto iniziato qualche anno fa, quando lessi per la primissima volta The Hunger Games. Ero reduce da un lungo periodo in cui non avevo letto alcun tipo di libro a parte quelli scolastici, e finalmente, grazie proprio a quella lettura, mi sono sentito a casa.
Sì, grazie ad Hunger Games ebbi, per la prima volta dopo tanto tempo, la certezza di essere compreso, di non essere solo, e mi ritrovai davanti alla possibilità di vivere all'interno di storie appassionanti e allo stesso tempo istruttive. Provai di nuovo il vero piacere della lettura. Per questo motivo mi affezionai a quella branca letteraria chiamata Young Adult ricercando il ricercabile e leggendo il leggibile, scoprendo che nello YA esistono sottogeneri che spaziano dal fantasy, al distopico, al contemporary, proprio come nella letteratura per adulti! E per me è stato meraviglioso sapere di avere uno spazio dedicato, nel quale poter coinvolgere altra gente della mia età, discutere di argomenti importanti e sapere di essere, appunto, a casa.
E non lo nascondo, la maggior parte dei libri che possiedo, o comunque la maggior parte dei libri che ho letto, è composta da Young Adult per i motivi sopracitati.
Il punto è che, ultimamente, trovare Young Adult dignitosi sta diventando particolarmente difficile — o potremmo dire che lo è sempre stato, sarebbe una questione di punti di vista. Mi affretto a spiegare cosa intendo.
Sarà che in questi ultimi anni ho avuto occhio solo per pubblicazioni davvero degne di nota, ignorando inconsciamente tutto ciò che mi è sembrato essere superfluo ed inutile, ma ora credo di essere arrivato ad un vero e proprio punto di rottura.
Per fare un'analisi corretta del tutto, però, dovremo partire dagli inizi.
Lo Young Adult è un genere - o meglio target - parecchio recente, e nonostante diversi classici potrebbero venire ora considerati appartenenti a tale categoria, dieci anni fa noi non sapevamo cosa fosse. Il genere è riuscito a prendere piede per primo in America, quando in Italia non c'era ancora distinzione tra prodotti per ragazzi e giovani adulti. È composto da libri che trattano tematiche universali con teenager come protagonisti, indipendentemente dai contesti e dai sottogeneri, e proprio per questo motivo è più facile, per il giovane pubblico, immedesimarsi appieno e godersi la lettura.
La situazione internazionale, però, è cambiata con Twilight, il famosissimo libro di Stephenie Meyer che ha, effettivamente, aperto le porte allo YA anche in Italia, introducendo miriadi di libri indirizzati ad un pubblico adolescente ed esplorando le tematiche appartenenti all'urban-fantasy in chiave adolescenziale.
Il motivo dello spopolamento dello Young Adult in Italia è veramente semplice: le case editrici hanno deciso di investire su libri simili che potessero fare presa sul pubblico nello stesso modo in cui Twilight era riuscito a catturare l'attenzione di tantissimi lettori.
Possiamo ricordare con chiarezza i tempi in cui gli scaffali delle librerie erano letteralmente riempiti da romanzi dalle stesse fattezze, con titoli incredibilmente simili, copertine poco ispirate e trame comprendenti creature mitologiche e scenari confinanti con l'urban-fantasy. Questi tempi non sono ancora finiti del tutto, infatti è possibile trovare ancora una grande maggioranza di questo genere di libri nei negozi, nonostante le cose stiano cambiando lentamente a causa dell'avvento di Hunger Games, di Suzanne Collins, che nello YA ha introdotto un sottogenere diventato estremamente popolare, ossia la distopia. I romanzi distopici vanno di moda negli ultimi anni, e stanno spodestando lentamente i racconti dalle tinte paranormali.
Ora che abbiamo riassunto il fenomeno Young Adult degli ultimi anni, possiamo iniziare a fare le nostre considerazioni. Tenterò di analizzare al meglio la crescita e lo sviluppo degli YA negli ultimi anni con critiche e consigli.
Ciò che mi porta a scrivere questo post, principalmente, è la rabbia.
Vi ho parlato di mode e di trend, conscio del fatto che sia comunissimo per un qualsiasi mercato seguire un filone vantaggioso e tentare di aggradare la più grande fetta di pubblico: le cose funzionano così, e non è un segreto.
Ciò che però mi lascia davvero perplesso è il modo in cui queste mode vengano sfruttate dai piani alti.
Parliamoci chiaro: io, come presumo molti di voi, mi sono avvicinato alla lettura per un semplice motivo: la magia. Leggere per me è sempre stato magico, e tutt'ora adoro essere meravigliato da come sia possibile creare mondi interi con il solo dono della parola. Della lettura adoro proprio la possibilità di trasportare il lettore in universi sempre nuovi ed avventure mai viste, conoscere personaggi storici o fittizi, imparare e divertirmi.
E proprio per questi motivi mi chiedo perché io, nel 2013, non possa farlo, dal momento che in una qualsiasi libreria italiana si possono trovare solo le solite simili e banali pubblicazioni.
Vorrei potervi dire che sto generalizzando, che ci sono tanti libri acquistabili degni di nota, ma non è così. Nello Young Adult, in Italia, le perle sono estremamente rare, e spesso è persino difficile reperirle o venirne a conoscenza.
I romanzi YA che preannunciano un successo sicuro, quindi i soliti libri tutti uguali che i lettori ingenui non si lasceranno scappare, vengono pubblicati e pubblicizzati dalle case editrici con pagine facebook, pubblicità online, pubblicità nelle librerie, segnalibri gratis e chi più ne ha più ne metta.

I racconti dignitosi, originali ed apprezzabili, invece, vengono lanciati sul mercato e poi mai più ripresi in mano. Quanta promozione ha avuto Colpa delle Stelle di John Green, edito da Rizzoli, romanzo che ha appassionato e commosso milioni di persone? Quanti lettori conoscono l'esistenza de La Corsa delle Onde, di Maggie Stiefvater, storia originalissima che mischia fantasy a contemporary grazie all'utilizzo di creature mitologiche davvero inusuali? Che fine ha fatto la Chaos Walking Trilogy in Italia, scritta da Patrick Ness, dopo il primo volume uscito con il nome Il Buco Nel Rumore? Le risposte a queste domande non sono per niente felici.
Ed è un peccato, perché lo YA ha un sacco di possibilità. Moltissimi adolescenti italiani non leggono a causa di pregiudizi o di passate esperienze di lettura andate male, ma con lo Young Adult sarebbe possibile riavvicinare tutti questi ragazzi al mondo dei libri semplicemente tramite delle storie giuste, originali e didattiche. Oppure potremmo mettere i giovani a contatto con realtà ed argomenti che spesso passano inosservati, così formando degli adulti più consapevoli. Tuttavia non accade nulla di tutto questo. Un esempio lampante è la Giunti Y, branca della Giunti specializzata in romanzi YA. Io ricordo ancora gli inizi di questo contenitore, quando venivano proposti romanzi originalissimi e curiosi. The Giver parlava di distopia, Luna di transessualità, Dentro Jenna di etica e Wintergirls di disordini alimentari. Questi sono solo quattro dei romanzi pubblicati più o meno alla nascita di tale contenitore, romanzi diretti, un po' scomodi ma incredibilmente originali e curiosi. E cosa otteniamo ora? Paranormal-romance scialbi e scritti male, mal-indirizzati al pubblico e controversi, come Il Bacio della Morte, ultima pubblicazione per adolescenti scritta da un'esordiente che tristemente non aggiunge nulla al panorama letterario italiano, né dal lato fantasy né dal lato YA.
Quindi mi chiedo, perché noi lettori dovremmo continuare a sorbirci dei libri vuoti, senza spessore e atti unicamente alla vendita? Gli adolescenti, principali acquirenti del genere YA, si meriterebbero molto di più. Questo perché non tutti i ragazzi dai 12 ai 19 anni sono in cerca di avventure frivole o storie in cui si parla di temi facili: non solo c'è la voglia di sapere, ma ce n'è anche un estremo bisogno.
In questi ultimi giorni ho condiviso le mie idee con diversa gente, ed ho ricevuto, direttamente o no, alcune domande. Proverò a rispondere con interpretazioni personali.

Se si ostinano tanto a vendere questi libri, ci sarà sicuramente qualcuno disposto a comprarli, no?
Sì, e questa è una cosa triste. Il fatto che vengano acquistati in massa non giustifica la politica che le case editrici intraprendono nei confronti dei lettori. Le case editrici hanno sempre avuto la vendita come scopo principale, ma ultimamente il panorama dei libri per adolescenti rasenta la presa in giro.
È ovvio che se pubblico un libro identico a Twilight, apprezzato da milioni di persone, qualcuno lo comprerà e lo apprezzerà in egual modo. Stessa identica cosa per libri distopici-alla-Hunger Games.
E se questi libri, oltre a dei triangoli amorosi e a trame banali non offrono nulla, allora possono essere considerati superflui.

Ma a me questi libri piacciono! Lasciameli leggere!
Non metto in dubbio che questi libri possano piacere alla gente, ma se analizzati per bene, sono oggettivamente vuoti, e non arricchiscono il catalogo italiano, non aggiungono varietà e precludono possibilità di scelta ai lettori.
Inoltre, perché fissarsi sugli stessi identici libri quando si potrebbe avere molto di più?

Dobbiamo accontentarci delle proposte delle case editrici, non abbiamo diritto di lamentarci.
Non sono d'accordo, per un semplice motivo. Le case editrici stanno in piedi grazie ai lettori. Per questo dovrebbero prendere il maggior numero di lettori possibile come riferimento. Il fatto che continuino a pubblicare gli stessi identici romanzi da sei anni a questa parte è una presa in giro da parte loro, poiché preferiscono approfittare degli acquirenti più ingenui e guadagnare facilmente, offrendo solo prodotti estremamente simili senza il minimo rischio.

Ho capito quello che dici, ma non capisco perché dovrebbero rischiare.
Perché la lettura è più del solito triangolo amoroso, e perché i lettori adolescenti sono molto più intelligenti.
È stupido sottovalutare così una fetta di pubblico che, con i romanzi giusti e con il marketing giusto, potrebbe regalare successo. Anche in America ci sono moltissimi Young Adult molto simili, ma le possibilità di scelta sono pressoché infinite se confrontate con quelle italiane: ci sono molti più contemporary dalle tematiche interessanti e anche tra i vari sottogeneri è possibile trovare sempre qualcosa di originale. In Italia, a causa delle case editrici che preferiscono pubblicare successi assicurati, i lettori hanno pochissima libertà di scelta.

Quindi la responsabilità è delle case editrici?
In parte è anche dei lettori e degli acquirenti, ovviamente, ma alla fine solo le case editrici hanno l'ultima parola sui titoli da pubblicare o meno. Per promuovere bene un romanzo dignitoso basterebbero una buona copertina, una campagna di marketing decente (fattibilissima nel 2013, data la presenza di internet: canali YouTube, pagine facebook, blog e chi più ne ha più ne metta) e un po' di impegno. Questo sarebbe bastato a rendere Colpa delle Stelle un best-seller, ad esempio.
E c'è anche da dire che con questi fattori sopracitati si riuscirebbe a vendere qualsiasi cosa: ricordate come la saga delle 50 Sfumature di E.L. James, qualitativamente molto scarsa, ha scalato le classifiche nel 2012? Ecco. Marketing.

Quindi io, lettore, cosa dovrei fare?
Indipendentemente dai libri che ti piacciono, io ti invito a pensare con la tua testa e ad andare a fondo nelle questioni di tutti i giorni. Poniti delle domande e trova delle risposte. Non accontentarti del semplice, e non accontentarti di quello che ti piace. Per ogni romanzo scontato e banale, in giro per il mondo, se ne nascondono tanti altri leggermente più complessi, ma originali, completi e ben scritti. Non fermarti all'apparenza e non fermarti a quello che ti viene proposto: c'è dell'altro. Cerca ovunque, e troverai sicuramente un libro che ti cambierà la vita.

Detto questo, passo e chiudo. Se avete qualsiasi domanda riguardo l'argomento, utilizzate i commenti e mi farò sentire. Sono aperto a qualsiasi tipo di dialogo e spero che da questo post possa nascere una discussione interessante sullo YA e su cosa si potrebbe fare per esso.
Buona lettura a tutti.

Cosa ne pensi? Lascia il tuo commento.


40 commenti:

  1. Le mode e il tentativo di sfruttare un filone di successo fino allo sfinimento mi paiono un problema che riguarda l'editoria in generale, non solo il genere YA, producendo così l'effetto che è difficile distinguere un buon libro in mezzo a tutta la fuffa che viene pubblicata.
    Io credo che l'unica soluzione sia essere selettivi nella scelta dei libri e comprare solo quei libri che si pensa interessino veramente, indipendentemente dal fatto che siano di moda e senza farsi condizionare dal battage pubblicitario.

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  2. A me il mercato in questo senso pare saturo, difatti i comunicati stampa su uscite del genere sono sempre meno (conto gli editori, non il self). Speriamo ci siano pure sempre meno cloni...

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  3. Ne abbiamo parlato giusto ieri quando hai condiviso il tuo video della recensione del romanzo di Marta Palazzesi e sarebbe inutile ripere le stesse cose e citare gli stessi romanzi stra-favolosi (che hai anche citato tu) che non sono stati valorizzati a dovere.
    Ti dico solo che quest'articolo è davvero ben scritto e molto ordinato; spero faccia ragionare tutti i lettori italiani e li spinga ad un ricerca più approfondita ed ardua ma che regala sentimenti ed emozioni molto più reali ed originali. :)

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    1. Il problema è che, a mio parere, chi si fa andar bene libri come Il bacio della morte (probabilmente perché non conosce di meglio) non legge nemmeno questi articoli. Le case editrici cambieranno mai direzione se non sono prima i lettori a farlo.

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  4. Io so solo che vorrei appendere questo articolo sulla mia mensola, tenerne una copia nel portafoglio, metterlo in prima pagina nel mio blog e sponsorizzarti a vita! XD
    Perchè l'unica cosa che mi ronza in testa questo periodo è BASTA!! Non se ne può più dei soliti romanzi visti e rivisti di angeli buoni e cattivi, di demoni che si riscattano, di ingenue fanciulle che riescono ad ammaliare il loro predatore... insomma, roba vista e rivista. Potrà cambiare il condimento ma la pasta resta sempre la stessa!

    Non ho letto il libro di Marta Palazzesi, ma speravo che almeno lei riscattasse un pò il panorama italiano... da quanto dici non mi sembra! Il che è strano, visto che ho letto diverse recensioni positive. Mi viene quindi da pensare che il filo diretto con l'autrice (reperibilissima tramite facebook e molto disponibile a creare dialogo) possa intimidire chi recensisce... boh!
    Vado a vedere la tua recensione :)

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  5. L'unica cosa che ci tengo a dire è: AMEN

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  6. Io di solito tendo a diffidare delle campagne pubblicitarie troppo rumorose in ogni campo (dai libri al cinema), infatti la citata saga delle 50 sfumature non l'ho neanche mai degnata di uno sguardo e mai lo farò. Io quando scelgo un libro leggo prima di tutto la trama e se mi fa venire quel prurito alle mani che ormai ben conosco, vado alla cassa e lo compro anche se non l'ho mai sentito prima... troppe volte in passato una buona pubblicità mi ha fatto fare acquisti di cui mi sono pentita, quindi ora mi affido solo al mio istinto. Purtroppo le case editrici, come ogni realtà commerciale, guardano solo i loro interessi economici fregandosene in realtà dei lettori... dimostrazione il fatto che più di una saga hanno visto sospesa la pubblicazione dopo uno o due libri, lasciando chi se ne era innamorato con l'amaro in bocca!
    Articolo bellissimo :)

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  7. Dire che chi ha scritto recensioni positive l'abbia fatto perché l'autrice/l'autore è reperibile su facebook mi sembra un insulto a tutti i blogger che lavorano duramente e in maniera incondizionata. Se un dato libro ha ricevuto più recensioni positive che negative, sarà perché, al di là dei pregiudizi, è scritto bene e piace.
    Quanto agli YA, secondo me vanno letti con animo "leggero" e con l'intento di trascorrere qualche ore piacevole e "divertente. Se cerchi qualcosa di più impegnato punti su YA diversi come distopici o che promettono effettivamente qualcosa di più. Se leggi un libro di "intrattenimento" sperando di trovare qualcosa di "profondo" rimarrai deluso.
    Come dice mia nonna: non fare di tutta l'erba un fascio.

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    1. Forse mi sono espressa male. Intendevo dire che se si è la prima persona a recensire un libro e si ha gli occhi di molti puntati su di se (e tra questi occhi anche quelli dell'autrice stessa) può capitare facilmente che la recensione sia condizionata! Con questo non intendo dire che chi recensisce è stupido o non sa farlo.

      Inoltre nel caso di Marta Palazzesi non si tratta di un'autrice semplicemente "reperibile", ma di un'autrice che cerca un dialogo diretto coi suoi lettori (nulla togliere a Marta che è una ragazza dolcissima, sia chiaro!). Se sei il primo che legge il suo libro e le vai a dire espressamente in faccia "Guarda, non mi piace perchè è già visto" di sicuro lei non ci rimane bene; in più se la conosci sei ancora più riluttante a farlo!

      In ogni caso la mia era solo una riflessione scaturita dal fatto che ho visto scene del genere. Sinceramente disapprovo questo comportamento, tutto qui.

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    2. Ah, okay. Be', a nessuno farebbe piacere. Da quello che ho visto mi sembra una persona molto "tranquilla". Però mi baso solo su quello che ho visto dalla pagina pubblica.
      Cmq credo che se un libro non piace una blogger/un blogger lo dice tranquillamente. Almeno spero!

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    3. Eh si, penso anche io dovrebbe essere così! :)

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    4. Ciao :D
      visto che sono una di quelle blogger che ha recensito bene Il Bacio della Morte mi sento chiamata in causa. Io, come per tutti gli altri libri, dico solo quello che penso. A me il libro di Marta Palzzesi è piaciuto. Credo che sia molto soggettiva l'opinione su un libro e che acquistandolo o meno il consumatore esprima bene il suo giudizio sulla scelta editoriale. Trovo abbastanza fine a se stessa invece la sterile polemica sui titoli, esistono libri impegnati e libri che nascono per raccontare una storia leggera e divertente, senza niente togliere a nessuno. Sono solo due cose diverse.

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    5. Come ho scritto qui sotto a Etta Mina, anche i libri leggeri e divertenti hanno bisogno di sostanza e qualità, cosa che a Il bacio manca. Non c'è bisogno di parlare di tematiche interessanti e profonde per un libro, c'è solo bisogno di spessore.
      Io ho fatto un paragone tra Il bacio ed altri titoli che, dato di fatto, offrivano di più, esprimendo il mio disappunto nella scelta della Giunti di passare da libri di un certo livello a libri vuoti e privi di qualsiasi originalità.

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    6. Concordo con Silvia. :)

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  8. Come ti ho già detto sul video, sono d'accordo con te! Però in effetti mi domando noi lettori cosa ci possiamo fare... essere più selettivi senza dubbio, però è difficile scovare bei titoli ultimamente... ti presentano sul piatto d'argento spesso cose molto simili!

    Come dicevi anche nel video, scrivere non è facile e chi scrive lo sa bene (io sono tra questi come te)! Però io ci sto mettendo una vita a trovare la storia giusta da scrivere proprio per questo motivo: non voglio che la mia storia sappia di già visto, di già letto! Voglio che abbia spessore, che sia diversa, che riesca a colpire chi la legge e che riesca a trasmettergli qualcosa!
    E questo in effetti, come mi hai fatto notare anche tu, è proprio quello che vorrei anche da quello che leggo...!

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  9. Sono finita qui per puro caso perché cercavo la recensione di un altro libro e sono rimasta davvero male per quello che ho letto... C'è un accanimento e una sterilità - come dice la ragazza qua sopra, SIlvia - assurda! Si sta facendo paragoni tra libridiversissimi e con messaggi completamente opposti. Il libro della ragazza italiana a cui fate riferimento è stato presentato come uno ya leggero e divertente... cosa che è!
    Dire che è scritto male, tra l'altro, è mentire spudoratamente., Dai ragazzi, ce l'avrete con le case editrici perché non hanno pubblicato voi magari, ma non potete dire di un libro scritto bene che è scritto male! Non aiutate nessuno! Nè voi stessi nè l'editoria italiana! Bisogna apprezzare chi ce la fa, magari non in modo eccelso, magari non in modo perfetto, ma alal fine è lì!
    paragonereste mai la kinsella a ken follett? No!!! Eppure la kinsella va alla grande nel proprio settore e follett nel suo!
    Hunger game è un libro con un messaggio profondo e si presenta come tale, il bacio della morte/starcrossed/shadowhunters/hush hush/ striges/ il destino della sirena sono libri di INTRATTENIMENTO. E lo fanno. Intrattengono.

    Mi complimento invece con Silvia, la ragazza della recensione, perché scrive davveri benissimo. E pur essendo un'autrice lei stessa (giusto SIlvia? l'ho visto dal tuo blog!) non spala merda sui "concorrenti" per invidia.

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    1. È vero che nell'articolo ho parlato di libri con messaggi e di libri sostanziosi, ma nella mia critica al libro c'è dell'altro.
      La mia critica a Il bacio della morte non è dovuta al fatto che quel libro sia d'intrattenimento, ma per il fatto che sia sterile, scritto male, banale ed uguale identico a tantissimi altri YA/paranormal letti. Per essere un libro di intrattenimento deve comunque presentare dello spessore e della credibilità, cosa che Il bacio non presenta. Non so se hai visto la recensione che ho realizzato su YouTube, ma ne parlo, ed espongo perfettamente i motivi per cui la penso così. E posso affermare di non aver mentito, e di aver fatto una recensione estremamente sincera. Potrei fare un articolo lungo pagine su tutti i motivi per cui credo che Il bacio non sia un libro valido, ma non ne ho né il tempo né la voglia: la casa editrice mi ha mandato il libro chiedendomi un parere sincero, ed eccolo qua.
      Non spalo merda sui concorrenti per invidia, innanzitutto perché non essendo un autore pubblicato o sotto contratto non posso fare paragoni in termine di competitività con autori pubblicati.

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    2. Ciao Etta Mina,
      grazie per il complimento, per il resto concordo con te, anche per quanto riguarda Kinsella e Ken Follet ^_^ avevo pensato anch'io a quest'esempio. Strane sinergie :D

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  10. Ma, dimenticavo, quale autore non cerca un dialogo con i lettori? Ho visto autrici affermante - ma affermate davvero! Al sesto, settimo libro, anche - lasciare dei "cuoricini" sulle bacheche dei blogger su facebook perché parlavano del loro libro in anteprima o postavano la cover... Comunque concordo con quanto detto dalla blogger Silvia poco sopra e sono convinta che la sua recensione sia oggettiva e sincera.

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  11. Alcuni visitatori stanno mancando il senso del post. È vero che non tutti i libri debbano per forza trattare di tematiche serie e complesse, e che esistano i libri d'intrattenimento, ed in questo non c'è nulla di male (esempio, seguo la saga di Percy Jackson e seguiti perché, semplicemente, mi diverte e mi intrattiene).
    La critica che sto muovendo va contro lo spessore di tali libri, non contro il loro scopo. Non dico che dobbiamo leggere solo cose intelligentissime e profondissime, dico che è giusto andare oltre ai soliti cliché che ci vengono sempre proposti come se fossero cose nuove e sensazionali, magari abbinate a prezzi incredibilmente alti: una presa in giro.
    L'intrattenimento fine a se stesso è TOTALMENTE positivo, ma tocca che i lettori riconoscano che esiste intrattenimento di qualità e intrattenimento facile e di dubbio gusto. E Il bacio della morte non è l'unica vittima di tutto questo, ma solo una delle ultime. E non è nemmeno il fulcro del post, quanto un semplice esempio.
    Lo stesso esempio lo possiamo fare con un sacco di altri media, dove viene propinato al pubblico un prodotto di facile uso e apprezzamento e non c'è sostanza (musica, film, televisione, etc).

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  12. Suvvia, ragazzi!! Io credo che alla fine la Giunti Y come e' normale che sia, cerchi di approfittare di quelle che sono le "necessita'" del pubblico, cavalcando l'onda ( vedi le citate sfumature). Non ho idea dell'eta' media dei lettori degli YA ( ma io ho 40 anni e devo annoverarmi tra di loro), certo e' che a 15 anni la sottoscritta si leggeva dei bellissimi romanzetti rosa chiamati teenagers che uscivano settimanalmente e che non avevano chissa' che spessore, ma erano un bel passatempo.
    Benvenga una gran quantita' di libri, se invogliano la lettura! Ogni lettore poi scoprira' se l'acquisto e' valso la pena o no...e magari qulache scrittore in erba capira' dove non andare a parare.
    Esperienza personale: prime letture YA "twilight saga", che non mi era piaciuto neanche tantissimo. Presa dalla smania mi sono tuffata in "L'ospite" ( bello!!) e poi Angelology ( non male, ma neanche eccelso). Quindi incappo in "Winter", super pubblicizzato: un buon motivo per abbandonare gli YA.
    Passa il tempo ( dedicato ai thriller)e conosco per caso The hunger games e con lui i distopici: amore amore amore.
    Chiaro che alcuni libri li compri perche' sembrano belli, perche' la copertina attrae...lo avete fatto anche voi. Poi i punti di vista e le emozioni cambiano, il film nella nostra mente non e' mai identico a quello che "vede" l'altro. Ho comprato il bacio della morte e devo ancora affrontarlo ( la mia lista di titoli e' lunghissima)e me ne faro' un'idea mia, personale. Pensate che non leggo neanche le recensioni per evitare di lasciarmi condizionare!
    lasciamo che ognuno tragga le proprie conclusioni dalla lettura.
    Sul discorso bloggers, invece...certo non e' bello pensare di parlar male di qualcuno che ti ha coccolata prima di farti leggere la sua opera. Pero' obiettivamente bisognerebbe essere capaci di farlo, serve anche all'autore :-) Forse la cosa migliore sarebbe che ad un certo numero di lettori venisse fatto leggere il lavoro prima della pubblicazione, senza fornire i dati di chi lo ha scritto. Utopia?

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  13. Ribadendo di essere sostanzialmente d'accordo col post di Marco, ieri sera una mia amica mi ha fatto notare che con tutti i libri che sono e sono stati pubblicati nel corso degli anni è difficile per un autore tirare fuori trame davvero originali, quindi sono più lo stile e il punto di vista a fare la differenza fra un libro e l'altro. Inoltre, un'altra sua riflessione è stata che questa ripetitività/scarsa originalità magari la noto molto io che leggo molto, ma forse chi - come la maggioranza degli italiani - legge poco nota meno questo aspetto.

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  14. Mh, è il momento di dire la mia.
    Personalmente non credo molto nei target,il vero lettore non è quello che non si impone limiti di età. Per quanto mi riguarda un sessantenne può benissimo apprezzare Hunger Games così come un sedicenne può leggere I fratelli Karamazov.
    Uno scrittore invece, un vero scrittore, è quello capace di plasmare storie per tutti i lettori, o almeno per la maggior parte, colui che riesce a stratificare una storia offrendo diversi livelli di lettura. Ecco perchè non trovo corretto, come ha suggerito qualcuno, che i libri YA debbano essere ricondotti automaticamente a libri leggeri.
    Perchè un ragazzo non può esser emesso dinanzi a tematiche un po più importanti del solito amore proibito? Perchè un ragazzo non può meritarsi una storia originale e più che discreta? Prendiamo per esempio Pullmann, l'autore di Queste Oscure Materie: la sua saga ha i topoi del fantasy per ragazzi ma tratta tematiche teologico-filosofiche capaci di far impallidire e pensare anche gli adulti (specialmente quelli più bigotti).
    Vogliamo degli YA leggeri e spensierati? Stesso discorso, non c'è nulla di male, ma non è possibile che per creare una storia di puro intrattenimento ci sia bisogno di parlare sempre delle stesse cose. Il paragone con la Kinsella, oltre ad essere totalmente pretenzioso, calza a pennello: lei, difatti, ha un'ottima idea di "ironia", crea storie vivaci, colorate, originali, divertentissime e, soprattutto, sa come scriverle. E non ricicla trame altrui per farlo.
    E poi, perchè ogni volta che si critica un esordiente italiano spunta sempre il genio della Domenica che grida all'invidia? Marco ha usato la Palazzesi solo come esempio, dato che per lui è stata la goccia che, come si suol dire, fa traboccare il vaso. Chi ha mai parlato di invidia? A questo punto avremmo dovuto criticare anche Leonardo Patrignani o la De Winter nelle precedenti recensioni dei loro romanzi, anziché elogiarli per tutte quelle capacità che, forse forse, Il bacio della morte semplicemente non ha.
    Come ha detto Francesca, tirare fuori qualcosa di nuovo è difficile, certo, ma la capacità di uno scrittore è anche quella di rinnovare ciò che c'è già per creare qualcosa di innovativo.
    Per quanto riguarda la reperibilità dell'autrice, credo che sia dovere di ogni recensore infischiarsene e scrivere sinceramente la propria critica al libro, positiva o meno che sia.

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    1. Ne ho già scritto sul gruppo Youtubers che parlano di libri, ma ci tengo a dirlo anche qui: sono completamente d'accordo con te!

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  15. Non ho letto il bacio della morte. Detto questo sono totalmente d'accordo con quello che ha detto marco, qui e nel video. E' verissimo che ultimamente escono fuori storie tutte uguali, anche se ci sono comunque libri validi, alla lunga la cosa stufa. E non è solo il libro della palazzesi. Ne ho letto diversi.Io avevo deciso di non leggerlo perché la trama mi sembrava già vista..come si suol dire.
    E' vero che le recensioni sono super positive, solo che è anche vero che questo libro rientrava nel "concorso" (non so come chiamarlo)della giunti y per diventare loro ambassador..ora è logico che se vuoi diventare loro ambassador o lo diventi non è che ti metti a dire che fa schifo..quindi non riesco a fidarmi al 100% delle recensioni che si sperticano in lodi, specie se so che si tratta di un Y ambassador..poi magari sono prevenuta, può darsi siano sincere. lo leggerò e vedrò da me...ora sono curiosa

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    1. Ti assicuro che tanti Y Ambassador fanno questo ragionamento. Anche Marco è un Y Ambassador, eppure non si è fatto scrupolo nello scrivere questo articolo e a farne una videorecensione negativa.

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    2. questo mi fa molto molto piacere e sai perchè? perchè l'onesta in una recensione -di qualunque cose sia- è troppo importante:)

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    3. Io sostengo che insinuare che i blogger siano disonesti sia molto ingiusto e offensivo. Il libro in questione ha avuto apprezzamenti anche da gente che non ha un blog né collabora con la casa editrice, quindi credo che comunque sia piaciuto. Mi rendo conto che detto in questo contesto possa sembrare incredibile, ma credo che ci sia sollevato un polverone incredibile e che si stia demolendo un libro senza averlo letto - escluso l'autore del post, che ha diritto di dire ciò che pensa avendo letto il romanzo e non avendolo apprezzato, il che è legittimo. Andiamo ragazzi, è un libro in cui altri hanno visto del buono e si sono appassionati. Non è così incredibile. Anche a me è piaciuto abbastanza, anche se sono completamente fuori target adesso e non ho più un blog!
      Molte case editrici, tutte?, hanno blogger come collaboratori a cui mandano in anticipo libri e comunicati, lo so perché fino a due anni fa collaboravo anche io con varie case editrici proprio nelle collane ya (non con la giunti, devo però ammettere, e non perché non ci abbia provato XD.

      Quindi, leggete senza giudicare prima. Che l'editoria - tutta! - abbia bisogno di una rinfrescata è vero, ma demolire è facile, mentre costruire è molto più complicato.

      E poi, per la miseria, stiamo parlando di libri! Ognuno può vederci quello che vuole e con la massima serenità, senza offendere né attaccare. Se un libro non ti piace amen, non lo consiglierai, ma non mettiamo in piedi una caccia alle streghe!

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    4. Solo perchè una cosa è condivisa da molti non vuol dire automaticamente che sia buona o giusta. Vale anche per la letteratura.

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    5. Io trovo che accusare i blogger di essere disonesti sia ingiusto se li si accusa come categoria: qualche blogger sarà pure disonesto, ma molti sicuramente non lo sono.
      Sinceramente non mi scandalizza che le case editrici mandino in anticipo i libro a qualche blogger che parla di libri nel suo blog: questo non vuol dire che le recensioni di quei blogger siano disoneste, soprattutto se la collaborazione è a titolo gratuito. Certo, il sospetto lo posso avere che se un blogger diventa un ambassador di una certa casa editrice, la tentazione gli possa venire di essere particolarmente indulgente con i libri di quella casa editrice, ma sempre è meglio non fare di tutta l'erba un fascio.

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  16. Complimenti per il post, ci voleva, e lo vorrei tanto come comunicato da inviare alla Giunti Y ed alle altre case editrici. Proprio io ero una ambassador due anni fa,e già all'arrivo di Paranormalmente ed Angel (che uscirono insieme)e poi la saga della Angelini, e questo e quello... cominciai a pensare che il mercato, anche il loro che era molto giovane, era già saturo e ripetitivo nelle storie e nelle copertine. E difendo a spada tratta questa casa editrice eh, perché ha dei testi splendidi che meritano ogni diffusione (la Rowry e la Anderson sono capolavori, ma anche Break, Luna e Dentro Jenna meritano una maggior voce). Se andiamo al di fuori della Giunti Y, stessa solfa e stessa storia, pessimi libri osannati concorsati e spaparazzati ed ottimi testi tenuti giù in sordina (hai già citato la bellissima Corsa delle Onde, gli altri da te nominati non li ho letti). Sono uscita fuori dalla Y non sono per motivi personali, ma anche perché fare delle recensioni di qualcosa che non mi piaceva non mi andava, anche per la gentilezza loro di inviare il libro, così è meglio andare via piuttosto che trovarsi davanti all'imbarazzo del Bacio della Morte, sapendo appunto che ben altri testi sono usciti da quella stessa editrice.
    Io questo tuo testo lo stamperei, lo invierei, lo pubblicherei e lo renderei ovunque, perché capiscano che non siamo un mero contenitore dove riversare sempre lo stesso succo di frutta arriminato e vuoto, che va bene pubblicare paranormal romance, ma basta con le fotocopie delle fotocopie solo perché la prima fotocopia è stata venduta. E scusami il tono a volte brusco e polemico, e che mi sento sinceramente dispiaciuta per come sta andando questo genere di editoria e vorrei che le cose cambiassero

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  17. Un'altra riflessione che mi è venuta in mente, partendo dall'idea che è difficile ormai trovare delle trame originali/innovative e, quindi, molto si gioca sul punto di vista e sullo stile (in pratica, si potrebbe dire che l'attenzione si sposta da cosa si racconta a come lo si racconta), è che, purtroppo, anche i "take" sulle storie ormai finiscono per somigliarsi. Dunque, la mia domanda è: non è che si pubblichino troppi libri?
    Poi un'altra cosa... Nelle librerie della mia città Colpa delle Stelle di John Green è stato messo (ed è ancora) in bella vista, solo che non è stato fatto rientrare nella narrativa YA, ma nella narrativa generale, per tutti.

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    1. Sto scrivendo una recensione su Colpa delle stelle e sinceramente penso che sia un p' forzato farlo rientrare tra gli YA. Credo sia stato dovuto solo all'età dei protagonisti perchè, per tutto il resto, è un libro molto universale. Quindi concordo con la libreria della tua città :D
      Lo stile è un'altra bella gatta da pelare, anche lì spesso sembra scrivono tutti nello stesso modo.

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    2. In effetti, io sono contraria a categorizzazioni troppo rigide dei libri: un buon libro sa essere significativo e dire qualcosa a lettori di tutte le età. Colpa delle Stelle a me è piaciuto moltissimo anche se io ho passato da un pezzo l'età dei suoi protagonisti.

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    3. Quella delle categorizzazioni non la sopporto neanch'io. Concordo in quello che hai scritto, Francesca. :)

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  18. Va bene la libertà di parola, ma la maleducazione è un'altra cosa. Ho trovato marco arrogante, noioso e maleducato. Può non piacerti un libro ma perchè prendersela con una esordiente e con una casa editrice che fa di tutto per accontentare i suoi lettori? Non ti è venuto in mente che forse non è proprio un libro da maschi? In quanto a originalità , trovami un altro libro dove la protagonista muore dopo poche pagine, dove non c'è contaminazione americana e ci sono invece tante corde mai toccate,come la depressione della madre, in un urban fantasy. Io credo che negli altri due si colmino tutti i dubbi, questo è solo il primo è ovvio che ci siano cose in sospeso. Incattivirsi così su un libro mi sembra sleale. E poi, io il libro l'ho comprato coi miei soldi, tu, marco no. quindi, abbi rispetto.
    IL BACIO DELLA MORTE LO CONSIGLIO CALDAMENTE

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    1. Non ho insultato nessuno e non ritengo di essere stato maleducato.
      Inoltre ho una mente aperta e, come ogni lettore dovrebbe fare, non mi fermo alle etichette prima di leggere un libro: che sia da maschi o da femmine, se la trama mi intriga, lo leggerò.
      Io ho riposto fiducia in questa ultima pubblicazione e le mie aspettative sono state deluse, perciò ho argomentato con precisione ogni mia opinione: se questo può essere considerato arroganza, siamo alla frutta.
      Per il resto, il libro mi è stato inviato dalla casa editrice con lo scopo di farne una recensione, e non vedo perché il mio parere dovrebbe valere di meno rispetto a quello di persone che hanno speso quei dodici euro.

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  19. Sono pienamente d'accordo con Marco su quanto scritto in questo articolo. Mi sono immersa nella lettura di questo genere solo un anno fa e devo ammettere che dopo essere passato il periodo iniziale in cui ero ancora abbastanza inesperta sui libri YA e che mi bastava che un libro appartenesse a questo genere per entusiasmarmi, dopo un po' mi sono stancata di leggere i soliti libri con le solite vicende in cui i personaggi erano più o meno sempre gli stessi. Spesso erano i protagonisti a stancarmi perchè mi sembravano stupidi e banali (ad esempio, Wings di Aprilynne Pike, saga molto pubblicizzata ma con una trama monotona e personaggi davvero banali), ma a volte confesso di essere rimasta delusa anche da i libri stessi, perchè a volte ho notato, dopo aver finito un libro, che le trame erano ricche di abbellimenti e che gli unici punti di svolta nella narrazione erano già stati preannunciati da esse. Inoltre sono delusa dagli editori che non pubblicizzano libri originali come Numbers di Rachel Ward, che io ho trovato bellissimo, commovente e originale, ma di cui non si è più sentito parlare, oppure il libro Blood Magic, che anche se leggero, è una lettura abbastanza carina, che io ho apprezzato più della onnipresente saga di Twilight.
    Vorrei concludere dicendo che, secondo me, i lettori dovrebbero provare a cercare qualcosa di più profondo rispetto alle solite saghe pubblicizzate, e che spesso finiscono con il deludere, perchè invece potrebbero essere più appagati da libri più insoliti e originali, anche se meno incentivati.

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  20. Ma è davvero possibile che di questo interessante post scritto, tra l'altro, da un amante degli Young adult vi siate concentrati solo su una nota su "Il bacio della morte"? Non conosco questo libro, non l'ho letto. Mi sembra giusto che chi l'abbia letto esprima il suo parere, ma non può pretendere che il suo parere sia universale.

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