venerdì 10 maggio 2013

Gruppo di Lettura su Il Grande Gatsby - Discussione sui capitoli 1-3


Bene, compagni di lettura, è giunto finalmente il momento di intavolare la discussione sui primi tre capitoli de Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, che, già con le prime pagine, non ha mancato di farsi sbattere contro la testa del sottoscritto, mentre mi chiedevo come abbia fatto a ignorarlo per così tanto tempo. Fortuna ha voluto che si tratti di un volume dalle modeste dimensioni, ma dai contenuti vastissimi
Fitzgerald è probabilmente, insieme ad Hemingway, l'autore più conosciuto della Generazione Perduta, ovvero quel gruppo di scrittori americani che raggiunsero la maggiore età durante la Prima Guerra Mondiale e che espatriarono in Francia in seguito ad essa. Fitzgerald stesso la renderà prima, nel 1921, meta di un lungo viaggio nel Vecchio Continente e vi tornerà poi in occasione di un trasferimento di ben cinque anni in Europa con la speranza di ridurre le spese. 
Proprio durante questi anni vedrà la luce Il grande Gatsby, pubblicato a Parigi il 10 Aprile del 1925 e sul quale vi riversa tutta la sua esperienza da giovane cittadino americano che ha potuto tastare con mano la rivoluzione politica, economica e sociale a cui il primo conflitto mondiale aveva portato, creando quello che è tutt'ora considerato il ritratto più riuscito dei ruggenti anni 20' newyorkesi e, in generale, di un America sulle note di un jazz ricco di promesse, sogni  e speranze, che verranno violentemente spazzate vie dall'uragano della Grande Depressione.

  • Nick Carrawey

[...] dopo tutto la vita si osserva con maggior vantaggio da una finestra sola. 

Necessari per l'impostazione del background sono proprio i primi tre capitoli. Ci viene presentata sin da subito la collocazione della storia, ovvero Long Island, la prosperosa isola dello Stato di New York, divisa da Fitzgerald nelle due zone di Est Egg e West Egg. Proprio su quest'ultima abita Nick Carrawey, il narratore della storia, un uomo nella media,  borsista modesto, un tipo comune, a suo stesso dire "il più limitato degli specialisti, versato un po' in tutto". Proprio quest'uomo capace di accontentarsi di poco diviene il testimone prescelto, il piccolo osservatorio grazie al quale il lettore viene introdotto alla storia del misterioso vicino di casa Jay Gatsby  e messo dinanzi al suo mondo gaudente di feste, alcool, jazz e tanti soldi. 
La stessa casa di Nick  rispecchia la condizione del suo proprietario  in quanto si trova al centro di quella sorta di climax figurativo che vede, poco più a Ovest, la lussureggiante e maestosa villa di Jay Gatsby, dove si organizzano grandi feste sontuose e frequentatissime, mentre, sulle sponde di Est Egg, la pur sempre ricca ma raffinata dimora di Tom Buchanan e di sua moglie Daisy. Nick si trova al centro di due differenti culture di ricchezza e, per questo motivo, affetto da quel connaturato disagio tipico di chi è diviso tra due mondi e non appartiene completamente a nessuno dei due.  Allo stesso tempo però questa sua posizione ai confini di due classi sociali gli permette di osservare e analizzare con occhio critico chi gli sta attorno, ed è qui che mi sorge un dubbio: le prime righe del romanzo vedono Nick affermare di avere la tendenza a evitare ogni giudizio sulle persone. Non è un'affermazione abbastanza ambigua per un uomo che, due capitoli dopo, si attribuisce la virtù cardinale dell'onestà, cosa su cui questo possiamo che essere d'accordo vista la schiettezza che dimostra frequentemente? Si intravede comunque alla fine del terzo capitolo un inizio evolutivo del personaggio: la sua cotta per Jordan mi fa prevedere, infatti, un suo maggior coinvolgimento nel mondo dei ricchi, e, di conseguenza, un possibile mutamento (o decadimento?) dei valori fin qui dichiarati. 
Staremo a vedere. 

  • Tom Buchanan e Myrtle Wilson

Adesso era un uomo sui trent’anni, biondo-paglia, massiccio, dalla bocca dura e dai modi altezzosi. Due occhi lucidi e arroganti gli avevano stampato in viso la capacità di dominio e gli davano l’aria di sporgersi continuamente in avanti con fare aggressivo. Neanche l’eleganza effeminata di quegli abiti da cavallerizzo riusciva a celare la forza enorme di quel corpo (…). Era un corpo poderoso dalla forza enorme: un corpo crudele.

Con questa descrizione ci viene presentato Tom, ovvero, come ho accennato prima, il personaggio-nemesi di Gatsby. Lui non è uno dei nuovi ricchi figli della Prima Guerra Mondiale, lui fa parte dei vecchi aristocratici, i soldi e il potere gli scorrono nelle vene per via famigliare. Se spesso Gatsby è paragonato, anche solo per grazia e aspetto fisico, ad un gatto, Tom ha invece tutte le fattezze di un cane dalle movenze minacciose, aggressive. La sua stessa voce tradisce superbia e arroganza, nessuno deve contraddirlo - specialmente se questo qualcuno proviene da una classe sociale inferiore - e, soprattutto, è determinato a mantenere la sua supremazia, basti notare l'agghiacciante discorso sulla superiorità della razza nordica e sulla paura che le nuove razze possano sommergerla (si noti la metafora razza nordica=vecchia aristocrazia nuove razze=nuovi ricchi). Ma, d'altro canto, va detto che è pur sempre amico di Nick e che lui stesso è infastidito dall'aggettivo che gli affibbia la moglie, "mastodontico", il che fa presupporre che non sia una persona cattiva per natura, semplicemente vuole mantenere il totale controllo su ciò che è suo.  
Tom è un personaggio borghese, fisico, attaccato ai beni materiali, che gli sono utili proprio per ostentare la sua superiorità e potenza, che vediamo sia dagli eccentrici  acquisti che fa, dal modo in cui spende facilmente e vistosamente il proprio denaro, sia dalla sua relazione con Daisy, che per lui è solo un bellissimo oggetto necessario al completamento della sua figura di uomo potente, facoltoso e capace di avere qualunque cosa desideri. Compresa Myrtle Wilson, la sua amante, sposata con un meccanico della povera e squallida Valle delle Ceneri (l'odierno quartiere Queens). Dall'unica scena durante il quale Myrtle appare in questi tre capitoli iniziali, mi sembra di poter affermare che Tom ama Myrtle quanto Daisy, anzi, probabilmente anche meno. Lui ritiene che la moglie sia troppo stupida per venire a sapere della sua amante e non fa assolutamente nulla per nascondere la cosa agli occhi della società, anzi, come per Daisy, ho il sospetto che l'unico motivo di questa relazione sia non solo l'autocompiacimento di Tom per la consapevolezza del poter avere tutto, ma sopratutto il voler mostrare questo potere a chiunque: e qual è il maggior segno di grandezza per un uomo? Un bella amante. Fortunatamente Myrtle è una donna talmente frivola, corrotta dal denaro e tanto stupida da accettare senza ombra di dubbio la menzogna che Tom adduce per giustificare la sua impossibilità di divorziare, ovvero l'orientamento cattolico della moglie. D'altro canto non vi è vero amore neanche da parte di Myrtle. Lei è affascinata da ciò che Tom le può offrire, non da Tom come persona. Vuole avanzare nella scala sociale, quando è con lui assume atteggiamenti aristocratici (sale solo sul tassì color lavanda e dai cuscini grigi, organizza party pur mancando totalmente dell'abilità di Gatsby nel fare da ospite, ostenta grandi facoltà economiche anche tramite un semplice vestito), tratta con disprezzo gli appartenenti alla sua reale classe sociale, anzi, parla di quest'ultima come se non vi facesse parte ("L'ho detto al ragazzo di portare del ghiaccio" e "Che gente! Bisogna starci sempre dietro.").


  • Daisy Fay e Jordan Baker
Mi rivolsi di nuovo a mia cugina, che incominciò a farmi domande con quella  sua voce bassa e conturbante. Era il tipo di voce che l’orecchio segue in tutte le  modulazioni come se ogni parola fosse un raggruppamento di note che non verrà  mai più ripetuto. Il suo viso era triste e bello, pieno di cose splendenti: occhi  splendenti e una splendente bocca piena di ardore; la voce aveva una vitalità che gli uomini che l’avevano amata trovavano difficile dimenticare: era un invito modulato, un «ascoltami» bisbigliato, che prometteva per l’ora seguente cose gaie e interessanti come quelle vissute un minuto prima.

Daisy è la bellezza. Una bellezza luminosa, disarmante e capace di ammaliare qualsiasi uomo e non è un mistero l'ossessione di Gatbsy nei cuoi confronti, ma, dovendo trattare per ora solo i primi tre capitoli del romanzo, rimandiamo la discussione sulla sua relazione con il ricco festaiolo ai prossimi interventi. 
Per ora Daisy è apparsa una sola volta, ma poche pagine e le emozionate descrizioni di Fitzgerlad bastano a dare l'idea del suo splendore fisico. 
All'apparenza sembra che lei abbia avuto dalla vita il suo felice happy ending, eppure dietro il suo aspetto un po' svampito e i suoi discorsi alquanto frivoli, si nasconde una personalità sofferente e consapevole del tramidemto del marito, una donna che dice di essere diventata cinica e augura a sua figlia la stupidita perchè "è la miglior cosa che una donna possa essere a questo mondo, una bella piccola stupida". Mi domando se questa ragazza troverà mai la forza d'animo per ribellarsi a Tom o se le sue rimarranno solo parole vuote uscite dalla bocca di una bambolina bionda.
Jordan Baker, amica intima di Daisy, è invece una campionessa di golf, donna sexy, ammirata e nota negli ambienti mondani. Sopratutto, però, Jordan è una donna forte, egocentrica, libera e disonesta. Egli è totalmente distante dall'immagine femminile antecedente alla Prima Guerra Mondiale (le donne di Jane Austen, per intenderci), non pensa al matrimonio, non è schiava di nessuno ed è pronta per sopravvivere al ventesimo secolo. Lei è la nuova donna che porterà al movimento di emancipazione femminile. 
Sarà proprio questo personaggio a coinvolgere Nick nell'alta società, e proprio il terzo capitolo si conclude con il nostro narratore che ammette di provare qualcosa nei suoi confronti, pur riconoscendo in lei quella suddetta pericolosa disonesta e facendone il seguente riuscitissimo ritratto:

Jordan Baker evitava per istinto gli uomini intelligenti e scaltri, e ora capivo che ciò avveniva perché si sentiva più al sicuro in un ambiente in cui venisse considerata impossibile qualsiasi infrazione alle buone regole. Era incurabilmente disonesta. Non riusciva a tollerare di trovarsi in posizioni di svantaggio, e data questa insofferenza immagino che abbia incominciato già da giovanissima a usare sotterfugi per poter rivolgere al mondo quel freddo sorriso insolente e insieme soddisfare le esigenze di un corpo resistente e vivace.


  • Jay Gatsby

No: Gatsby alla fine si rivelò a posto; fu ciò che lo minava, la polvere sozza che fluttuava nella scia dei suoi sogni a stroncare momentaneamente il mio interesse nei dolori passeggeri e nei fuggevoli orgogli degli uomini.


E ora arriviamo finalmente a Jay Gatsby, il grande protagonista che fa da nodo centrale della vicenda, quello a cui tutti i personaggi sopraelencati convergono, senza però riuscirne a superare il fascino, l'aura di mistero che lo avvolge e che in questi tre capitoli cresce pagina dopo pagina. Ne sentiamo parlare per la prima volta da Jordan a casa dei Buchanan, poi Nick lo vede guardare le stelle in una scena intrisa di dolce malinconia, in seguito ci vengono raccontati i pettegolezzi che girano sul conto di quest'uomo tra gli invitati alla sua festa, c'è chi lo descrive come un assassino, chi come un eroe e, infine, quando ce lo troviamo finalmente davanti, diventa difficile discernere le sue qualità, capire che genere di uomo sia, superare l'enigma che lo avvolge. Alla fine del capitolo sappiamo poche cose di lui: ha combattuto durante la guerra, è molto ricco e organizza feste indimenticabili con un numero vertiginoso di invitati. Sappiamo anche che è coinvolto nel commercio illegale di alcool: questi sono gli anni del proibizionismo, la vendita di bevande alcoliche è stata bandita, eppure le sue feste straripano di tale nettare, anzi, è proprio questo uno degli elementi che le rende indimenticabili.
Ma quale bisogno lo spinge a riempire la sua casa di gente? Probabilmente una mancanza, un vuoto, un'assenza che ha bisogno di essere colmata.



Ora tocca a voi instaurare la discussione. 
Quale parere vi siete fatti su questi personaggi? Sentitevi liberi di arricchire, chiarire o stroncare qualche punto della mia analisi. Fate domande, se ne avete, o proponete ulteriori spunti di lettura che sicuramente mi saranno sfuggiti. 
Oh, e ricordate che vi aspettiamo il 22 Maggio per la discussione sui capitoli 4-6!


mercoledì 1 maggio 2013

Gruppo di Lettura: Il grande Gatsby - Francis Scott Fitzgerald


Presentazione

Oggi inizia il mese di Maggio, che, oltre ad essere il mese della fantastica iniziativa Il Maggio dei Libri e del Salone del libro di Torino, a cui purtroppo non potrò partecipare, ci ricorda che la bella stagione è quasi arrivata e con essa una lunga pila di libri già pronti per essere sfogliati sotto il caldo sole d'estate.  E no, per quanto mi riguarda, non si tratta si Sfumature e altre amenità, ma di quei volumi che l'inverno non mi ha dato il tempo (e la pazienza) di leggere, quei libri che, vuoi per eccessiva lunghezza, vuoi per profondità di temi, hanno bisogno di essere letti durante interi pomeriggi di dolce far niente. 
Tra di questi vi avevo inserito Il grande Gatsby, il celebre classico della letteratura americana di Francis Scott Fitzgerald. Fortunatamente, un colpo di genio inaspettato ha voluto che qualche giorno fa mi ricordassi della prossima uscita, prevista per il 16 Maggio, dell'omonimo film di Baz Luhrmann e mi sono così catapultato sulla mia libreria, ho acciuffato la mia copia del romanzo e constatato che sì, sono ancora in tempo per leggerlo almeno entro la fine del mese. 
Poi è arrivata la seconda grande (?) idea, ho immediatamente contattato Marco di Galassia Cartacea e insieme e si è deciso non solo di leggere il libro contemporaneamente, ma anche di farlo con chiunque avesse voglia di unirsi a noi. Ahimè, virtualmente, ovvio. 
Nasce così l'idea di organizzare questo gruppo di lettura (o rilettura) de Il grande Gatsby.
Sappiamo che non si tratta dell'idea più originale del mondo, sappiamo anche che i gruppi di lettori ormai impazzano per il lit-web, ma siamo davvero curiosi e felici di fare questa sorta di esperimento, poiché, alla fine dei conti, si tratta solo di un'estensione di ciò che facciamo sul web ogni giorno, con ogni post e ogni video, ovvero condividere con le nostre impressioni su ciò che leggiamo e cercare di instaurare un confronto con quanta più gente possibile.
Ma passiamo alla parte pratica, ovvero, come si svolgerà il gruppo di lettura.
Dunque, siamo andati a spulciare quelli che sono stati i progetti simili fatti da altri blogger ben prima di noi, ma non trovando uno schema che ci convincesse appieno e, soprattutto, che fosse adeguato alle nostre tempistiche, abbiamo sviluppato una soluzione più originale e il più semplice possibile sia per noi che gestiremo il tutto, sia per voi, che, speriamo, vorrete cimentarvi in questa iniziativa.

Partecipazione e Svolgimento

Per partecipare al gruppo di lettura basterà lasciare un commento sotto questo post o sotto il video di Galassia Cartacea: ciò non avrà alcuna vera utilità ai fini del progetto, ci servirà soltanto a capire su quanti partecipanti possiamo contare. 
Come ho detto lo svolgimento del tutto sarà il più semplice possibile. 
Innanzitutto avrete bisogno di una copia de Il grande Gatsby, che può essere cartacea o elettronica, per noi è indifferente. Se decideste di optare per la cartacea, vi consiglio di spendere qualche euro in più e acquistare o la semplice ma qualitativamente ottima edizione Einaudi - quella che possiedo io - o la più costosa edizione Mattioli, curatissima e con la copertina originale del romanzo. In caso foste, invece, totalmente a corto di soldi, in libreria potete trovare la nuova edizione Newton Compton a novantanove centesimi.
Questo blog ospiterà durante il mese di Maggio tre interventi curati rispettivamente da me, Marco e Ilenia, ospite speciale dal blog Con amore e squallore. Il grande Gatsby consta di nove capitoli e ogni intervento tratterà di volta in volta tre capitoli. Gli interventi serviranno ad avviare una discussione attiva, ci aspettiamo quindi i commenti di tutti i partecipanti e sarete, ovviamente, liberissimi di assecondare o contestare la nostra opinione, fare domande, lanciare nuovi spunti di riflessione
Queste sono le date previste per i vari interventi:

Primo Intervento di Leo - Capitoli 1-3 -10 Maggio
Secondo intervento di Marco - Capitoli 3-6 - 22 Maggio
Terzo intervento di Ilenia - Capitoli 6-9 - 27 Maggio

Ma non finisce qui. A conclusione del progetto vi saranno due hangout su YouTube, ovvero due ritrovi in due date diverse sul canale di Galassia Cartacea
Perchè organizzare questi ultimi due appuntamenti?
Semplice, il primo ritrovo, a cui tutti i partecipanti del progetto dovrebbero cercare di partecipare, servirà a parlare completamente del romanzo, a scambiarci tutte le nostre opinioni a lettura conclusa e a chiarire alcuni dubbi, nel caso ce ne fossero. Il secondo ritrovo, invece, sarà invece più elastico e solo per coloro che, nel frattempo, hanno visto il film di Baz Luhrmann e hanno voglia di parlarne insieme a noi. 
Oh, ovviamente non dovrete mostrarvi in video, saremo solo noi tre a farlo, mentre voi comunicherete con noi tramite la chat che YouTube mette a disposizione per questo genere di cose.  Per prevenire eventuali ritardi o intoppi vari non abbiamo ancora stabilito le date degli hangout, ma saranno divulgate di volta in volta ai seguenti contatti:

Pagina Facebook di Galassia Cartacea


In caso non usaste nessuno dei suddetti social newtork, potete lasciare la vostra mail nel commento di iscrizione e io provvederò a comunicarvi le date degli hangout non appena disponibili.  


Ora tocca a voi. Commentate, iscrivetevi e leggete, leggete, leggete.
Noi ci rivediamo qui il 10 Maggio con la prima discussione!

domenica 28 aprile 2013

Anteprime Italiane

Oggi parliamo di anteprime, rispetto alle quali c'è stata non poca latitanza negli ultimi tempi da parte mia, un po' perchè non trovavo granché di davvero interessante da presentarvi, un po' perchè quelle poche nuove uscite che mi interessavano davvero le ho captate solo una volta pubblicate e già presenti in libreria.
Per questo motivo ho deciso di mettermi seriamente all'opera, girovagare per la rete e scovare qualche bel titolo inedito, ma ancora per poco. Inaspettatamente sono tutti italiani e, molto meno inaspettatamente, voglio che siano miei al più presto!

Ultimamente mi sto interessando al fantasy italiano, ovvero a quell'esemplare di autore spesso poco conosciuto dalla massa e di cui possiamo vedere i romanzi schiacciati tra un volume della Trosi e un mattonazzo di Paolini. Perchè in Italia siamo fatti così, amiamo lamentarci delle case editrici, delle nuove pubblicazioni, del fantasy nostrano, senza però informarci davvero - informazione che NON può essere limitata solo alla classifica dei libri più venduti nelle librerie Feltrinelli - e investire i nostri soldi, magari rischiando, su qualche autore di cui non abbiamo ancora sentito parlare. Meglio dire che il fantasy del Bel Paese è tutto merda, così ci si sbriga prima e si fa anche la figura del lettore critico.
Per quanto mi riguarda, però, ho deciso di rischiare e tra gli autori sulla mia lista c'è Francesco Dimitri, a dire la verità non proprio l'ultima ruota del carro, poiché è uno dei più influenti pionieri italiani del nuovo fantasy, un simpatico individuo che ho avuto spesso l'onore di incrociare in libreria con titoli molto accattivanti, uno fra tutti l'accattivante Pan. Nel frattempo, mi appunto - e divulgo a voi - il titolo del suo prossimo romanzo, L'età sottile, edito dalla mitica Salani e disponibile in libreria dal 9 Maggio, forte di una trama forse dal taglio più adolescenziale rispetto al precedente Alice nel paese della vaporità, ma ugualmente interessante.



Titolo: L'età sottile
Autore: Francesco Dimitri
Prezzo: 15.00€
Dati: 2013,320p.,brossura
Editore: Salani
Disponibile dal: 9 Maggio 2013

Trama:
Quando Gregorio incontra la Magia per prima volta ha quattordici anni, e l’infanzia gli sta scivolando di dosso come l’acqua del mare del piccolo paese del Sud dove va in vacanza. La proposta che gli viene fatta va oltre ogni immaginazione, e l’idea di diventare più potente di qualsiasi mortale sembra decisamente allettante… Se Gregorio accetta, però, dovrà nascondere a chiunque la sua nuova vita; dovrà tacere e mentire alla famiglia e agli amici di un tempo; dovrà abbandonare la sua normalità ed entrare in un mondo dove la parola è azione, e le azioni sono al di sopra di ogni giudizio. Un mondo di cambiamento costante, di pericoli mortali, di tradimento, ma dove l’amicizia è più potente della morte… Originale, spiazzante, crudo, onirico e realistico al tempo stesso, dal più talentuoso e visionario autore del fantastico italiano un sorprendente romanzo di formazione che ci ricorda che ogni adolescente è mago, perché vuole conservare il potere dell’infanzia e trasportarlo integro nell’età adulta.

L'autore:
Francesco Dimitri è nato in Italia nel 1981 e vive a Londra. Scrive, collabora con riviste, agenzie di comunicazione e blog, gioca di ruolo e va in giro per i boschi. Il suo romanzo Pan, è stato un caso letterario. Ha pubblicato anche Alice nel paese della vaporità. 
Contatti: Facebook, Twitter, Blog


Come il precedente, anche il secondo titolo scovato, è un fantasy italiano che definire semplicemente intrigante sarebbe un eufemismo. Diciamo solo che da quando l'autore ne ha divulgato la notizia su Facebook non riesco a pensare ad altro e non tenterò nemmeno di riassumerne la trama, sappiate solo che il romanzo in questione non solo maneggia una storia innovativa, una di quelle che ti fanno pensare "Ma perchè queste idee non vengono a me?!" , ma il punto cruciale è che basa la geografia del suo mondo su La Divina Commedia con, a mio parere, una notevole contaminazione del mito di Orfeo ed Euridice. Il romanzo in questione si intitola Inferno e nasce dalla penna del profilico scrittore nonché affabile e disponibile editor Francesco Gungui, la stessa persona che ha dato i natali a Patrignani e il suo Multiversum e che ora si appresta a regalarci una nuova promettente saga, ovvero i Canti Delle Terre Divise.
Inutile aggiungere altro: le aspettative sono altissime, il rischio di rimanerne delusi e gettare alle ortiche una buona idea altrettanto. 


Titolo: Inferno (Canti delle Terre Divise #1)
Autore: Francesco Gungui
Prezzo: 16.00€
Dati: 2013,350p.,brossura
Editore: Fabbri 
Disponibile dal: 7 maggio 2013 

Trama:
Se sei nato in Europa, la grande città nazione del prossimo futuro, hai due sole possibilità: arrangiarti con lavori rischiosi o umili, oppure riuscire a trovare un impiego a Paradise, la zona dove i ricchi vivono nel lusso più sfrenato e possono godere di una natura incontaminata. Ma se rubi o uccidi o solo metti in discussione l'autorità, quello che ti aspetta è la prigione definitiva, che sorge su un'isola vulcanica lontana dal mondo civile: Inferno. Costruita in modo da ricalcare l'inferno che Dante ha immaginato nella "Divina Commedia", qui ogni reato ha il suo contrappasso. Piogge di fuoco, fiumi di lava, gelo, animali mostruosi rendono la vita difficile ai prigionieri, che spesso muoiono prima di terminare la pena. Nessuno sceglierebbe di andare volontariamente a Inferno, tranne Alec, un giovane cresciuto nella parte sbagliata del mondo, quando scopre che la ragazza che ama, Maj, vi è stata mandata con una falsa accusa. Alec dovrà compiere l'impresa mai riuscita a nessuno, quella di scappare con lei dall'Inferno, combattendo per sopravvivere, prima che chi ha complottato per uccidere entrambi riesca a trovarli... 

L'autore:
Francesco Gungui è nato a Milano nel 1980; conseguita la maturità classica al liceo Parini, ha deciso di iscriversi all’Accademia di Belle Arti, ma è stato rifiutato. Da allora, dopo aver conseguito la laurea in Scienze dei Beni Culturali, ha comunque dipinto molto e si è dedicato con successo alla scrittura per bambini, adolescenti e adulti. Oggi, unisce al mestiere di scrittore quello di editor per la casa editrice Mondadori. Nel 2008 pubblica il suo primo romanzo per ragazzi, Mi piaci così, campione di incassi con 40.000 copie vendute e edizione negli Oscar Best Seller Mondadori. Uscito nel 2010 il seguito, Mi piaci ancora così e nel 2011 Pensavo di scappare con te. Inferno è il primo volume della saga dei Canti Delle Terre Divise
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Arriviamo finalmente alla terza e ultima scovata letteraria, che nasce, però, dalla penna di una scrittrice e si discosta totalmente dal genere fantasy. Molti di voi conosceranno già il nome Sara Rattaro, impiegata in una multinazionale farmaceutica, è riuscita a far sentire la sua voce con Un uso qualunque di te, edito un anno fa con Giunti e molto apprezzato dai lettori italiani, talmente tanto da spingere la rinomata casa editrice Garzanti ad acquistare i diritti del suo nuovo romanzo Non volare via, che già dalla quarta di copertina promette una storia toccante e commovente, incentrata su tematiche reali come l'amore, specialmente quello imperfetto, la famiglia, l'adolescenza e le difficoltà di essere genitori di un bambino straordinario.
Come dire di no ad una trama così traboccante di emozioni? Non ho letto il precedente romanzo della Rattaro, ma questo deve essere assolutamente mio.

Titolo: Non volare via
Autrice: Sara Rattaro 
Prezzo: 14.90€
Dati: 2013,340p.,rilegato
Editore: Garzanti 
Disponibile dal: 2 Maggio 2013 

L'amore è sempre una scelta 
Trama:
Matteo ama la pioggia. Gli piace sentirne il tocco leggero sulla pelle. Perché quello è l'unico momento in cui è uguale a tutti gli altri. Perché Matteo è nato sordo. Oggi è giorno di esercizi. La logopedista gli mostra un disegno con tre uccellini. Uno vola via. Quanti ne restano? La domanda è continua, insistita. Ma Matteo non risponde, la voce non esce, e nei suoi occhi profondi ce un mondo fatto soltanto di silenzio. All'improvviso la voce, gutturale, esce: "Pecché vola via?". Un uccellino è volato via e Matteo l'ha capito prima di tutti. Prima della mamma, Sandra. Prima della sorella, Alice. È il padre a essere volato via, perché ha deciso di fuggire dalle sue responsabilità. All'inizio non era stato facile crescere il piccolo Matteo. Eppure tutti si erano fatti forza in nome di un comandamento inespresso: "Restare uniti grazie all'amore". Ma è stato proprio l'amore a travolgere Alberto, un amore perduto e sempre rimpianto. Uno di quei segreti del passato che ti sconvolge la vita quando meno te l'aspetti. E lo fa quando credi di essere al sicuro, perché sei adulto e sai che non ti può succedere. E che poi ti trascina nell'impeto di inseguire i tuoi sogni. Ma adesso Alberto ha una famiglia che ha bisogno di lui. Sandra, la donna che ha sacrificato tutto per il figlio. Alice, la figlia adolescente che sta diventando grande troppo in fretta. Ma soprattutto ha bisogno di lui Matteo, che vorrebbe gridare "Papà, non volare via." 

L'autrice:
Sara Rattaro è nata nel 1975 a Genova. Laureata in Biologia e in Scienze della Comunicazione, ha frequentato il master in Comunicazione della Scienza «Rasoio di Occam» a Torino prima di essere assunta come informatore farmaceutico. Coltiva da sempre la passione per la scrittura, le sue storie si ispirano ai racconti delle persone che incontra. Nel 2010 ha pubblicato con Morellini Sulla sedia sbagliata e nel 2011 Un uso qualunque di te, e dito da Giunti.
Contatti: Sito, Facebook