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mercoledì 25 luglio 2012

Recensione: Cose che il buio mi dice - Carolyn Jess-Cooke

Titolo: Cose che il buio mi dice
Autrice: Carolyn Jess-Cooke
Prezzo: 17.60€
Dati: 2012,416p.,rilegato
Editore: Longanesi (collana La gaia scienza)

Tutti mi guardano strano quando dico che ho un demone.
«Vuoi dire che ti senti perseguitato dal demone, non so, della droga» mi chiedono, «o dall’impulso irrefrenabile di accoltellare tuo papà?» No, rispondo. Il mio demone si chiama Ruen , è alto più o meno un metro e settanta e adora Mozart, il ping-pong e il pudding di pane e burro.

Trama:
Alex ha dieci anni e vive a Belfast in una casa fredda e spoglia con la sua giovane madre, una donna precipitata da tempo negli abissi di una grave depressione. Alex è un bambino solo ma ha un amico speciale. Ruen. che nessun altro può vedere e che si manifesta sotto forme diverse e quasi mai rassicuranti. Ruen spesso lo aiuta, ma a volte gli chiede anche di fare cose cattive. Anya è una psichiatra infantile. La sua è una professione molto dura, soprattutto per chi come lei ha perso una figlia in circostanze oscure. Anya è incaricata di occuparsi del caso di Alex. Perché Alex dice di parlare e interagire con misteriose presenze che si manifestano soltanto a lui. E perché dopo il tentato suicidio della madre il bambino è rimasto solo. Sulla psichiatra e sul suo giovane paziente incombe lo stesso destino. Ruen infatti ha chiesto ad Alex di fare qualcosa di sconvolgente. Qualcosa che Alex, stavolta, non vuole fare...

L’autrice:
Carolyn Jess-Cooke è nata nel 1978 a Belfast, nell’Irlanda del Nord, e vive in Inghilterra col marito e i tre figli. È autrice di una raccolta di poesie e di diversi saggi sul cinema e su Shakespeare.

Recensione:
A cura di Miriam Mastrovito
Sorpresa. È la prima sensazione che ho provato addentrandomi nella lettura di questo libro.
Stando alla quarta di copertina, mi aspettavo un horror psicologico dalla forte componente paranormale. Il mio pensiero è corso subito al Sesto Senso, film che ho amato e che la trama, unitamente al ritratto in copertina, sembrava richiamare a gran voce.
In realtà delle affinità ci sono, ma poche pagine mi sono bastate per rendermi conto di come la mia impressione iniziale  fosse fuorviante. Cose che il buio mi dice è un romanzo difficilmente etichettabile, sicuramente ancorato alla realtà  più di quanto mi aspettassi.
Alex è un bambino costretto in un’infanzia gravida di ombre e altrettanto avara di luci. Aveva solo cinque anni quando ha perso suo padre assistendo a qualcosa di terribile. Da quel momento, sua madre non è più la stessa. Ha smesso di sorridere, spesso si taglia i polsi o ingurgita tante pillole da cadere in un sonno profondo cosicché lui deve prendersene cura e convivere con il timore di perdere anche lei. La casa in cui abita è fredda, spoglia, inospitale. Una cassa di vecchi indumenti appartenuti al vecchio proprietario costituisce il suo guardaroba. Indossa vestiti più gradi della sua taglia, Alex, e quasi sempre mangia cipolle perché con pochi spiccioli se ne possono comprare abbastanza da sfamarsi per una settimana. Ha solo due amici su cui poter contare: il cane Bau e Ruen. Se non fosse per loro, sarebbe completamente solo.
Ruen però non è una persona normale  − a dirla tutta, non è affatto una persona. È un demone capace di assumere diverse sembianze. A volte si presenta come un vecchio dalla giacca sfilata, altre ha l’aspetto di un mostro con un corno rosso sulla fronte, altre ancora sembra un bambino che gli somiglia. Ruen non ha mai un volto rassicurante, eppure Alex ha imparato a non averne paura. La sua presenza è più tollerabile della solitudine, la sua voce preferibile al silenzio anche se spesso gli suggerisce di fare cose molto cattive.
A dispetto delle premesse, la relazione tra il bambino è il suo demone ha ben poco di soprannaturale. Sin dai primi capitoli appare chiaro che Rouen è sì un parto dell’inferno, ma di quel particolare inferno che si annida nella psiche umana e che prende il nome di “rimosso”.
La dottoressa Anya Molokova è convinta che Alex sia affetto da schizofrenia infantile. Sarà lei a prenderlo in cura e a cercare di aiutarlo. Il suo coinvolgimento nel caso sarà particolarmente intenso e, in diverse occasioni, rischierà di compromettere il buon esito della terapia poiché, nel giovane paziente, la donna rivedrà sua figlia Poppy morta a causa della stessa malattia.
L’intera storia si snoda seguendo l’alternanza  di due voci. A turno, Alex e Anya prendono la parola per fornire in prima persona il resoconto degli eventi.
Alle visioni del bambino, ricche di sfumature paranormali, puntualmente segue l’analisi della psichiatra che tenta di decodificare i suoi incubi per risalire all’origine del disturbo.
Sullo sfondo scorrono le immagini di un’Irlanda del Nord martoriata dai Troubles. Sebbene, con discrezione, la violenza che ha caratterizzato questa pagina di storia serpeggia costantemente tra le righe profilandosi come possibile causa delle psicosi a insorgenza precoce ascrivibili a quegli anni – una teoria interessante, anche se opinabile, che completa il quadro d’insieme associando a quella psicologica un’analisi di carattere sociologico di un fenomeno la cui incidenza è più ampia di quanto comunemente si creda.
È innegabile che il romanzo sia appassionante e che riveli uno spessore di gran lunga superiore alle aspettative di cui parlavo all’inizio. Carolyn Jess-Cooke affronta una tematica scottante, attuale, complessa e lo fa con una delicatezza straordinaria. Alex è un personaggio che colpisce dritto al cuore, le pagine del suo diario sono toccanti nella loro semplicità e regalano momenti di autentica commozione.
Tuttavia, non ho potuto fare  a meno di registrare alcuni punti deboli che hanno mitigato il mio entusiasmo.
Lo stile narrativo non mi ha convinto fino in fondo. L’alternanza delle due voci narranti non corrisponde a una vera e propria alternanza di registri linguistici. Escludendo alcune espressioni tipicamente infantili e alcune imprecisioni disseminate ad arte, Alex e Anya si esprimono  in modo molto simile, tanto che non si avverte il giusto stacco tra i capitoli corrispondenti all’uno o all’altro personaggio.
Se la parte introspettiva è gestita con sorprendente abilità, lo stesso non può dirsi per lo sviluppo della trama. Gli eventi si susseguono sulla base di uno schema fin troppo prevedibile, ragion per cui non si fatica a presagire certi accadimenti e abbastanza facilmente si indovina il finale – particolare questo che fa sfumare la suspense e abbassa un tantino il livello di attenzione. Pur protendendo per un’interpretazione razionale, l’autrice sembra voler giocare fino alla fine la carta dell’incertezza insinuando il dubbio nel lettore che qualcosa sfugga alle spiegazioni scientifiche. Purtroppo però, non concede il giusto spazio a questa pista finendo per lasciarci con molte domande per le quali non tenta neanche di suggerirci una risposta. Come fa Ruen a conoscere il passato di Anya? Come ha potuto dettare ad Alex la partitura di un brano composto da Poppy? Sono solo alcuni degli interrogativi destinati a rimanere in sospeso.
A lettura conclusa, mi sono sentita sopraffatta da sensazioni contrastanti. A mio parere, Cose che il buio mi dice è un romanzo dalle grandissime potenzialità, non tutte però pienamente espresse. Per certi versi mi ha conquistata ma, per altri, mi ha lasciata abbastanza con l’amaro in bocca.

Consigliato? Sì e no. Lo consiglio per la parte che concerne l’introspezione psicologica e per la tematica che merita davvero, un po’ meno per la trama, godibile ma abbastanza scontata. Se vi aspettate un horror, rischiate di rimanere molto delusi.

Voto:

mercoledì 23 maggio 2012

Streghe dai capelli rossi e demoni nell'oscurità

Salve amici librofili!
Questa settimana Sangue d'inchiostro potrebbe riservarvi qualche sorpresa perchè ben due nuovi membri entreranno a far parte del nostro staff. Non vi dico altro, ma nel frattempo restate connessi e nell'attesa gustatevi queste due squisite anteprime.

Inziamo con un romanzo che sta facendo il giro del web. Le parole lontane del fuoco non ha solo una copertina deliziosa, ma anche una trama incantevole avvolta di mistero e magiam, una casa editrice, la Garzanti, che è quasi sempre sinonimo di qualità e una scrittrice, Tiffany Baker, già arrivata da noi circa un anno fa grazie alla Zero91, che pubblicò il suo bestseller internazionale La ragazza gigante della contea di Aberdeen, romanzo dai tratti fiabeschi che si trova tutt'ora nella mia infinita wishlist. Ora che ci penso, la trama di questo nuovo romanzo della Baker ha alcuni punti in comune con il suo precedente: in entrambi troviamo infatti il tema della diversità affrontato con le storie di due protagoniste freagili e delicate. Sia ne La ragazza gigante della contea di Aberdeen che nel nuovo Le parole lontane del fuoco l'autrice mette in scena la difficoltà di essere speciali in una società che venera i pregiudizi e le superstizioni e, se nel primo caso facciamo la conoscenza di Truly con le difficoltà che comporta avere delle dimensioni anomale, grazie a questo secondo incontro con Tiffany Baker seguiremo le vicende di Claire, ragazza con un potere, che le consente di vedere il futuro per mezzo delle parole che il fuoco le sussurra. Ma il romanzo è ambientato a Prospect, villaggio del New England, durante il periodo della caccia alle streghe e quello che sembrerebbe un dono, si rivelerà per Claire una triste maledizione che la costringerà, in un primo momento, a fuggire da se stessa e ignorare la sua vera natura, e, in seguito, a combattere con i fantasmi del passato per riportare alla luce vecchi segreti di famiglia e affrontare la sua paura più grande.
Mi piace, mi piace, mi piace. Lo desidero. Lo voglio. Questo libro deve essere mio. Chissà che non si riveli una delle mie letture sotto l'ombrellone. Peccato che la Garzanti debba sempre mettere i paletti ai desideri di noi lettori imponendo prezzi altissimi alle sue allettanti pubblicazioni.

Da un'autrice già bestseller negli USA, un romanzo che ha stupito e incantato tutta l'America piazzandosi nelle classifiche del «New York Times», del «San Francisco Chronicle», di «Usa Today», grazie al solo passaparola tra lettori.
Una storia magica come i suoi protagonisti, che racconta una storia di perdono e vendetta, segreti e tradimenti, ed esplora il legame indissolubile tra ragione e istinto. 


Titolo: Le parole lontane del fuoco
Autrice: Tiffany Baker
Prezzo: 17.60€
Dati: 2012,450p.,rilegato
Editore: Garzanti
Disponibile dal: 24 Maggio

Tutti credono che sia una strega.
Ma io sono solo una ragazza.
E adesso non posso più sfuggire al passato.


Trama: 
Dicembre sta per arrivare e un vento freddo ha ricominciato a soffiare sul piccolo paese di Prospect, a Cape Cod. Claire conosce bene quel vento capace di alimentare il fuoco e sa che niente è cambiato da molti anni prima. Le pare ancora di essere lì, intorno al falò, insieme a sua sorella Joanna: aveva solo sei anni quando per la prima volta ha sentito le parole del fuoco, e ha previsto il futuro secondo un antico dono trasmesso di generazione in generazione fra le donne della famiglia Gilly. Un'arte antica ma anche una terribile maledizione, secondo gli abitanti del paese. Tutti le considerano streghe e uniche colpevoli di un maleficio che da anni si abbatte sugli uomini della famiglia, vittime di strani incidenti, come Henry, il gemello di Joanna, scomparso a soli otto anni.
Ma Claire è fuggita da tutto ciò. Si è ribellata a quel destino di sventura, ha cercato solo di essere una ragazza normale. Eppure il richiamo del fuoco è troppo potente. E Claire non può più scappare. Joanna ha bisogno di lei, ora come non mai. La sua famiglia è in grave pericolo, l'odio e la superstizione che da sempre le perseguitano stanno per distruggere tutto. Claire deve affrontare i fantasmi del passato, distinguere la verità dalla menzogna, affrontare la sua paura più grande. Perché Claire lo sa: il cerchio potrà chiudersi di nuovo solo di fronte all'abbraccio delle fiamme, in una fredda notte stellata. Solo così potrà salvare sua sorella e anche sé stessa.


L'autrice:
Tiffany Baker, vive vicino a San Francisco con il marito e i tre figli. Si dichiara dipendente dalla scrittura, dal cioccolato e dal caffè. Già autrice bestseller del «New York Times», con Le parole lontane del fuoco, in corso di pubblicazione in diversi paesi, sta ottenendo un grandissimo successo a livello internazionale. 
 Il sito ufficiale dell'autrice

Dicono de Le parole lontane del fuoco:

È nata una stella: si chiama Tiffany Baker.
The Washington Post

La Baker scrive con l'anima e con il cuore e il risultato è magistrale.
Chicago Sun Times

Un romanzo che incanta: originale e coinvolgente.
Library Journal

Una storia scritta in maniera magistrale.
Brunonia Barry, autrice della Lettrice bugiarda


Conoscete Il LIbraio? Sì, Il Libraio. La rivista ufficiale del gruppo editoriale Gems (Corbaccio, Garzanti, Longanesi, Nord, Tea, Guanda, Salani, Tre60...) che esce a scadenza periodica e potete trovare in quasi ogni libreria o ricevere comodamente a casa vostra tramite un abbonamento totalmente gratis e davvero facile da effettuare: basta compilare un piccolo modulo che trovate sul sito ufficiale del progetto.
Proprio sfogliando il loro ultimo numero ho fatto una piacevole scoperta nella sezione delle nuove uscite Longanesi. Intendiamoci, la rivista riporta le schede di molti titolo interessanti in uscita nei prossimi mesi esitivi per tante diverse case editrici, ma personalmente sono rimasto colpito da uno in particolare, il romanzo di Carolyn Jess-Cooke, Cose che il buio mi dice, un libro dalle forti tinte horror e con una spuzzata di thriller psicologico. Anche in questo caso si tratta di un atteso ritorno perchè l'autrice ha esordito nel panorama letterario italiano proprio l'anno scorso con il romanzo I diari dell'angelo custode, che si è rivelato un vero e proprio best-seller, tanto da spingere la casa editrice a farne ben tre ristampe nell'arco di pochi mesi e ad acquistare senza indugio i diritti del nuovo libro della Cooke, che questa volta passa dalla parte opposta della scacchiera mistico-religiosa ponendo come punto centrale della storia Ruen, un demone oscuro che dal buio sobilla Alex, bambino di dieci anni orfano di padre, a fare delle cose cattive. La madre di Alex sembra non volersi riprendere dalla depressione causata dalla morte del marito e il bambino ha solo Ruen come amico. Ma l'intervento di Anya, psicoterapeuta tormentata dai fantasmi del passato e interessata a svelare la verità che si nasconde dietro ciò che Alex dice di vedere e sentire, potrebbe cambiare le carte in tavola e sarà allora che Ruen chiederà al bambino di fare qualcosa di davvero malvagio, qualcosa di orribile... uccidere.
Adoro gli horror soprattutto quando parlando di demoni - non a caso L'esorcista è uno dei miei film preferiti. Questo libro va dritto diritto in wishlist!

Titolo: Cose che il buio mi dice
Autrice: Carolyn Jess-Cooke
Dati: 2012,408p.,rilegato
Editore: Longanesi (collana La Gaja Scienza)
Disponibile da: Maggio 2012

Tutti mi guardano strano quando dico che ho un demone.
Il mio demone si chiama Ruen, è alto più o meno un metro e sessanta e adora Mozart. Ruen e i suoi amici li ho conosciuti cinque anni, cinque mesi e sei giorni fa.
Quella mattina la mamma disse che papà se ne era andato. 



Trama:
Alex ha dieci anni e vive a Belfast in una casa fredda e spoglia con la sua giovane madre, una donna precipitata da tempo negli abissi di una grave depressione. Alex è un bambino solo ma ha un amico speciale, Ruen, che nessun altro può vedere e che si manifesta sotto forme diverse e quasi mai rassicuranti. Ruen spesso lo aiuta, ma a volte gli chiede anche di fare cose cattive.
Anya è una psichiatra infantile. La sua è una professione molto dura, soprattutto per chi come lei ha perso una figlia in circostanze oscure. Anya è incaricata di occuparsi del caso di Alex. Perché Alex dice di parlare e interagire con misteriose presenze che si manifestano soltanto a lui. E perché dopo il tentato suicidio della madre il bambino è rimasto solo. Sulla psichiatra e sul suo giovane paziente incombe lo stesso destino. Ruen infatti ha chiesto ad Alex di fare qualcosa di sconvolgente. Qualcosa che Alex, stavolta, non vuole fare...
 
L'autrice:
Carolyn Jess-Cooke è nata nel 1978 a Belfast. La sua grafomania si manifestò la prima volta a sette anni e non l’abbandonò più. Dopo aver tentato ostinatamente di pubblicare una sua opera scelse di impegnarsi in lavori più remunerativi, piuttosto che diventare una scrittrice senza editore. Nell’inventario della guida allo sbarcare il lunario annovera le seguenti mansioni: fotografa di viaggio, commessa, film-maker, pianista e insegnante di musica. Sono stati tutti lavori pesanti, noiosi e divertenti allo stesso modo. Almeno le hanno fornito denaro sufficiente per girare il mondo, un’occupazione mai inutile. La sua raccolta di poesie, Inroads, ha vinto un prestigioso riconoscimento in patria. Attualmente dirige il corso di Scrittura creativa alla University of Northumbria. Con Longanesi ha pubblicato nel 2011 il libro best-seller I diari dell'angelo custode.



 
Quale di questi due titoli vi ispira di più? Io li trovo entrambi decisamente accattivanti, non riesco a scegliere, porca puzzola!


lunedì 2 aprile 2012

Recensione: Fai bei sogni - Massimo Gramellini

Titolo: Fai bei sogni
Autore: Massimo Gramellini
Prezzo: 14.90€
Dati: 2012,209p.,rilegato
Editore: Longanesi

Trama:
Fai bei sogni è un romanzo sulla verità e sulla paura di conoscerla, una storia che ci insegna ad accettare la sofferenza e a buttarci alle spalle la sfiducia e la paura che limitano la nostra vita. Fai bei sogni è la storia di un segreto celato in una busta per quarant'anni. Fai bei sogni è la storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà a superare il più grande dei dolori: la perdita della mamma. È il racconto di una crescita, di una vita senza l’appiglio più solido: vicende a volte drammatiche, a volte ironiche e divertenti, che racchiudono il senso profondo di una lotta incessante contro la solitudine, l’inadeguatezza e il senso di abbandono. Fino alla conquista di un amore e di una vita piena e autentica.

L'autore:
Massimo Gramellini, giornalista e scrittore, dà ogni giorno il Buongiorno ai lettori della Stampa con un corsivo sulla prima pagina del giornale di cui è vicedirettore. Sempre sulla Stampa, dal 1998 cura una rubrica settimanale di posta, Cuori allo specchio. Da due anni è ospite fisso della trasmissione di Fabio Fazio, Che tempo che fa: la sua rubrica News Parade, la top seven delle notizie della settimana scelte dall’autore in collaborazione con la redazione o su segnalazione del pubblico, è l’appuntamento cult del sabato sera per gli affezionati spettatori della trasmissione. Ha esordito come romanziere nel 2010 con L’ultima riga delle favole.

Recensione:
Non essere mai amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più.

Ogni giorno siamo sommersi da cronache di morte. Basta accendere la TV  o aprire il giornale per divenirne consapevoli. La morte non risparmia nessuno - è inutile illuderci del contrario - ma un decesso può distruggere o modificare definitivamente la vita di tante altre persone. Potrei citare nomi di personaggi illustri, politici, celebrità eppure, a mio parere, solo pochi sarebbero comparabili alla violenza della morte di una madre. Personalmente non riesco neanche ad immaginare un'esistenza senza la mia mamma, il mio principale punto di riferimento, l'unica persona di cui ho davvero bisogno per sentirmi a casa, ma anche questa è una sofferenza dinanzi a cui tutti dovremo trovarci prima o poi perché fa parte del cerchio della vita, del ciclo naturale. Ma cosa succede ad un figlio che deve dire addio alla propria madre sin dalla tenera età? Ce lo racconta massimo Gramellini in questa autobiografia dal dolce titolo Fai bei sogni.
La storia segue un filo narrativo lineare e, come nella gran parte della autobiografie, è raccontata in prima persona seguendo un preciso ordine cronologico. Massimo, bambino di nove anni, si sveglia orfano la mattina della Vigilia di Capodanno. Gli eventi si susseguono velocemente, sfuggono al suo controllo come una giostra impazzita e il bambino ne è completamente travolto senza inizialmente capire la causa di tutto ciò: Brutto Male ha portato via sua madre durante la notte concedendole solo il tempo di rimboccargli le coperte per l'ultima volta. 
Nell'infanzia di Massimo si alterneranno speranza, rabbia, odio e frustrazione per una mamma che l'ha abbandonato, vi sarà la vana ricerca di una figura femminile in grado di sostituirla e la consapevolezza di essere ormai irrimediabilmente solo.

Ammisi con me stesso che la mamma se n'era andata per sempre e che nessuno mi avrebbe più amato, accettato e porotetto con lei. Il viso schiacciato contro il cuscino del sofà, piansi finalmente per la sua sorte. E per la mia.

Il lettore segue la vita di Massimo fase dopo fase e lo vede crescere anche se solo esteriormente, perché il cuore del protagonista è ormai ferito e gronda ancora il sangue di un bambino di nove anni costantemente in cerca dell'affetto che solo una mamma può dare.
Non c'è religione, non c'è buonismo, c'è solo un'anima distrutta, quella di Massimo, che crescerà tormentato dal Belfagor - come lui lo chiama - , un mostro che si è insediato dentro di lui, che si nutre delle sue emozioni e lo protegge da ogni delusione, ma soprattutto, dalla verità. Una verità che resterà nascosta in una busta per quarant'anni, una verità che Massimo dentro di sé già conosce e di cui ha paura perché troppo difficile da accettare, una verità insospettabile, seppur continuamente presente, una verità che verrà svelata solo nelle pagine finali del libro lasciando il lettore a bocca aperta, interdetto e stupefatto.


Preferiamo ignorare la verità per non soffrire. Per non guarire. Perchè altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere: completamente vivi.

Massimo Gramellini si rivela a libro aperto narrando una vita passata a metà tra cielo e terra, come un palloncino, desideroso di volare nell'immenso blu del cielo, ma inevitabilmente legato alla terra da un filo trasparente. Il protagonista sarà per lungo tempo tormentato dal fantasma della madre, infischiandosene della vita e di tutti gli altri affetti, ma la speranza giungerà improvvisa a rischiarare il suo cammino purificandolo dal dolore e a fargli capire che la morte è per chi non c'è più, mentre la vita è per chi è rimasto e ha un motivo per restare.

I se sono il marchio dei falliti! Nella vita si diventa grandi nonostante.

Fai bei sogni regala al lettore una storia sincera, toccante e piena di sentimenti, ma stemperata dall'autoironia che caratterizza la scrittura di Gramellini e fa in modo che la narrazione non scada troppo nel melodrammatico o nell'autocommiserazione. Con una metrica breve, piacevole ed efficace l'autore parla della morte, della vita e dell'amore in un libricino  leggero e a tratti poetico come un soffio caldo sulle corde del cuore. 

Consigliato? Sì. Fai bei sogni è un'autobiografia che ti entra dentro per la sua spontaneità e tenerezza. Da leggere a cuore aperto.

Voto:


sabato 25 febbraio 2012

Risultati Giveaway: L'eretico - Carlo A. Martigli

Arriva finalmente il tanto atteso nome del vincitore de L'eretico di Carlo A. Martigli . Grazie per aver partecipato in molti. Noi del blog siamo felici di poter regalare ad uno di voi questo meritevolissimo romanzo e un grazie speciale va alla gentile Longanesi per averne messo in palio una copia.
Ed ora il nome del vincitore che riceverà oggi stesso una nostra mail e avrà tre giorni di tempo per rispondere.

a Rafflecopter giveaway

lunedì 23 gennaio 2012

Recensione + GIVEAWAY: L'eretico - Carlo A. Martigli


Titolo: L’eretico
Autore: Carlo A. Martigli
Prezzo: 17.60€
Dati: 2012,504 p., rilegato
Editore: Longanesi

«Capisco che cosa intendete» Leonardo si carezzò la barba «e avete ragione. D’altra parte mi avete spinto a riflettere su un fatto che pure ho avuto davanti agli occhi tutta la vita e per il quale la nostra Chiesa non ha speso una sola parola. È inconcepibile e alquanto bizzarro. Sappiamo tutto di Alessandro dei Cesari, e degli imperatori. Conosciamo le loro vite, quasi giorno per giorno, e non sappiamo invece nulla del nostro Salvatore[…]

Trama:
Firenze, 1497. Pico della Mirandola è morto e con lui il suo sogno di unificare le religioni monoteistiche. Restano soltanto i roghi: a bruciare beni terreni e a incendiare le coscienze è Girolamo Savonarola, che ora governa la repubblica fiorentina col ferro e con il fuoco perché il sogno di Pico soffochi e scompaia per sempre. Ed è ciò che vogliono anche i Borgia, che dal soglio papale di una Roma affogata nel vizio e nei delitti muovono oscure trame di congiura e di conquista. Il sogno di papa Alessandro VI e di Cesare, figlio prediletto e maledetto, è di rendere il papato una dinastia. E perché ciò avvenga, l’autorità della religione cristiana non può essere minata in alcun modo.
Nel cuore di questi conflitti, l’erede del pensiero di Pico, Ferruccio de Mola, è costretto a combattere ancora una volta, per salvare ciò che gli è più caro: la moglie Leonora. Soltanto lui, anche contro la propria volontà, può impedire che un mondo intero crolli su se stesso. Perché dal lontano Oriente, un anziano monaco e una giovane donna hanno intrapreso un viaggio che li condurrà nel cuore della città eterna. E portano con loro anche un libro misterioso, antico e potente. Un libro che contiene una parola dimenticata, una verità da sempre nascosta con la forza. La verità dell’uomo più importante dell’intera storia umana.

L’autore:
Carlo A. Martigli, dopo gli studi classici a Livorno e la laurea in giurisprudenza, inizia a lavorare in una banca, dove in poco tempo diventa dirigente. I libri sono sempre stati la sua grande passione, legge di tutto e approfondisce in particolare due tematiche: la decadenza dell’impero romano e lo spirito del Rinascimento, specchio entrambi dell’attuale società e delle immense capacità dell’uomo di rinascere. Poiché il mondo della finanza gli sta sempre più stretto, nel 2007 si dimette da ogni incarico per dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Il successo arriva con un thriller storico che ha venduto più di 100.000 copie in Italia ed è uscito in 16 Paesi e quattro continenti: 999 L’ultimo custode.

Recensione:
A cura di Miriam Mastrovito
Vi è mai capitato di sentirvi più ricchi dentro dopo aver letto un libro? È proprio così che mi sono sentita giunta all’ultima pagina de L’eretico. Domande, informazioni, spunti di riflessione misti a un turbine di emozioni  mi hanno travolta regalandomi un gran senso di appagamento e ravvivando nel contempo la mia sete di conoscenza.
Il romanzo si apre con uno scenario quasi apocalittico. Siamo a Firenze, è il 1497, sullo sfondo si agitano le fiamme del Falò delle Vanità: simboli del lusso, dipinti, gioielli, abiti e libri preziosi bruciano mente Girolamo Savonarola, che ora governa la repubblica fiorentina, scaglia i suoi anatemi contro la Chiesa e il malcostume dell’epoca e i flagellanti sfilano in processione per fare ammenda dei loro peccati.
Pico della Mirandola è morto trascinando nella tomba il suo sogno di unificare le tre grandi religioni monoteistiche e la sua scomparsa permette a molti di tirare un sospiro di sollievo.
Ne gioisce Savonarola, che avversava quel sogno, ma con lui anche i Borgia che perseguono l’obiettivo di trasformare il papato in una dinastia - scopo raggiungibile solo a patto che l'autorità della religione cristiana non venga messa in discussione.
Ma è davvero sufficiente la morte di un uomo perché un progetto tanto ambizioso finisca nel dimenticatoio? L'arsenico può uccidere  anche le idee?
Sembrerebbe proprio di no giacché prima di morire Pico della Mirandola ha affidato all'amico Ferruccio de Mola i suoi libri, tra cui il manoscritto de “Le tesi arcane”.
Quando la notizia giunge alle orecchie di Alessandro VI, ha inizio una caccia all'uomo ma soprattutto al libro maledetto che deve assolutamente essere distrutto.
Quel che il Papa ignora, ma che apprenderà ben presto, è però che una minaccia più grande sta giungendo dal lontano Oriente: un monaco tibetano e una giovane donna sono in viaggio verso la città eterna recando con loro un libro antico quanto pericoloso perché contiene una terribile verità nascosta. È il vangelo di Issa, conosciuto anche con il nome di Gesù.
Il plot ricco di colpi di scena  e assai ben congegnato ruota intorno a un assurdo dubbio storico, tanto assurdo che non possiamo esimerci dal chiederci come mai, fino a oggi, nel mondo occidentale nessuno abbia avuto mai il coraggio o la voglia di parlarne.
Tutti i testi che documentano la vita di Gesù, dai vangeli canonici a quelli apocrifi, presentano un buco di quasi vent'anni. Ci rendono conto nel dettaglio degli eventi che lo hanno visto protagonista dai trent'anni alla morte ma non contengono il minimo accenno a quel che può essere successo prima.
Il diario tanto temuto a cui si fa riferimento nel romanzo, e di cui il monaco Ada Ta e la sua figlia adottiva Gua Li ci recitano  a memoria ampi stralci, è il testo che potrebbe colmare questa lacuna e che i potenti hanno tentato in tutti i modi di non far venire alla luce proprio perché potrebbe mettere in discussione l'autorità della Chiesa.
L'opera di Martigli si offre dunque al lettore  come uno scrigno prezioso in grado di dischiudersi su nuovi orizzonti e di aiutarci, nel contempo, a compenetrarci in un'epoca storica come quella rinascimentale, pregna di fascino e di misteri. La trama si innesta così saldamente nel tessuto storico che leggendo risulta del tutto impossibile individuare il confine tra realtà e fantasia. Di certo verosimiglianza e logica ne reggono le fila che qui appaiono supportate da una solida documentazione.
L’eretico non è un romanzo da leggere tutto d'un fiato. Per la ricchezza di personaggi, la complessità della trama, lo spessore storico-filosofico dei temi affrontati, richiede la massima attenzione da parte di chi legge. Cionondimeno, il linguaggio forbito, aderente al periodo storico, ma mai ridondante né ostico, lo rende piacevolmente fruibile.
Imbattersi in personaggi reali  ben noti a tutti noi come Savonarola, Alessandro VI, Lucrezia Borgia, Giovanni De Medici, Leonardo Da Vinci - solo per citarne alcuni -, sorprenderli in atteggiamenti anche intimi e penetrarne la psicologia è stata un'esperienza che personalmente ho trovato entusiasmante. Mi è sembrato di potermi addentrare dietro le quinte di quei manuali su cui ho avuto occasione di studiare ma che, spesso, si riducono a una sterile sequenza di eventi, insufficiente perché davvero si possa rivivere il passato.
Ada Ta è un personaggio straordinario, rimane impresso nel cuore e nella mente. Le pagine di questo libro sono intrise della sua saggezza che davvero apre la mente e fa librare lo spirito. Ovunque, tra le righe, sono disseminate autentiche perle.
Ne cito una a titolo di esempio: “Risposte… già. Ma pensa a quanto sono belle le domande. Esse si aprono al cielo e schiudono l'animo, mentre le risposte tagliano loro la testa. Non è più bello aprire una porta invece che chiuderla?”
Sicuramente L’eretico di porte ne apre tante, non da ultima proprio quella che ci consente di affacciarci sull'adolescenza di Gesù proponendoci una storia molto diversa da quella a cui siamo abituati ma non meno sorprendente. A rimanere impressa, al di là di qualsiasi credo, è la grandezza di un uomo e l'universalità del suo messaggio. 
A conclusione di questo mio commento vorrei citare le parole dello stesso autore. Nelle note di ringraziamento Martigli scrive: “Questo romanzo è un dono di libertà che prima ho fatto a me stesso e che ora porgo al lettore. Leggere rende liberi e solo da liberi si possono fare scelte consapevoli. Airesis in greco significa appunto scelta , e quindi essere «eretico» vuol dire «essere colui che sceglie»: nel mondo che vorrei, tutti dovrebbero essere eretici, ciascuno nella propria diversità."
Non vi sembra un messaggio meraviglioso?

Consigliato? Assolutamente consigliato. Un libro che dischiude nuovi orizzonti. Da leggere e rileggere.

Voto:


Ed ora... Giveaway Time!

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Questo libro è così bello che abbiamo deciso di metterne in palio una copia per voi lettori del blog, ovviamente grazie alla favolosa casa editrice Longanesi.

Come vincere una copia de L'eretico di Carlo A. Martigli?

Per partecipare al Giveaway bisogna obbligatoriamente essere iscritti al blog e
completare il form sottostante - che dovrebbe essere abbastanza intuitivo. Quando vi si chiede di accedere inserite il nickname dell'account con cui siete iscritti al blog e il vostro indirizzo e-mail, a cui verrete contattati in caso di vincita. Per ogni problema o chiarimento contattatemi via mail su leonziosumma@libero.it ! E' obbligatorio solo il punto in cui vi si chiede di lasciare un commento, tutto gli altri campi servono ad accumulare più punti e avere maggiori possibilità di vittoria. Potete guadagnare un massimo di 8 punti. 

ACCEDETE AL FORM NON TRAMITE FACEBOOK MA CLICCANDO SU USE YOUR NAME AND EMAIL , INSERENDO IL NICKNAME DEL VOSTRO ACCOUNT BLOGGER E LA VOSTRA MAIL!

Buona Fortuna!

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