Genere: Horror
Ideatore: Cole Haddon e Daniel Knauf
Soggetto: Bram Stoker
Stagioni: 1 - in corso
Episodi: 10
Data messa in onda: 25 ottobre 2013 (USA)
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Londra, 1896. Il
redivivo (si fa per dire, ovviamente) Dracula, liberato dalla sua bara di ferro
niente popò di meno che da Van Helsing (Thomas Kretschmann)
è tornato sotto le mentite spoglie del facoltoso imprenditore americano
Alexander Grayson (Jonathan Rhys Meyers). Per presentarsi, indice una festa
sfarzosa alla quale invita i massimi esponenti dell’Alta Società inglese. Tutti
intervengono, incuriositi dal nuovo arrivato e ansiosi di avere qualcosa di cui
spettegolare: è noto che gli Inglesi non abbiano mai amato i “cugini d’oltre
oceano” e significativo è un dialogo fra due degli ospiti:
-
Francamente, mi stupisco che siamo così
numerosi.
-
Come potremmo deridere correttamente
quest’uomo, se non l’avessimo mai visto?
Fra questi,
Grayson noterà fin da subito la bellissima Mina Murray (Jessica De Gouw),
accompagnata dal fidanzato Jonathan Harker (Oliver Jackson-Cohen) e dalla
migliore amica, Lucy Westenra (Katie McGrath).
Alexander
stupisce i suoi ospiti non solo per il dispendio che ha richiesto una festa del
genere, ma anche per il suo fascino magnetico, nonché per la sua rivelazione
finale: ha inventato un nuovo sistema di alimentazione energetica che
rivoluzionerà il mondo e ne dà una dimostrazione proprio lì, nella sua sala da
ballo.
Gli invitati
sono esterrefatti, ammaliati ed anche diffidenti: la creazione di Grayson, se
avrà successo, metterà in pericolo le finanze di coloro che hanno basato il
loro impero economico sul petrolio. Mentre le reazioni delle donne sono
esclusivamente dettate dall’attrazione per questo uomo misterioso e bellissimo,
gli uomini sono ostili e non certo gentili con lui. In particolare uno di
questi, Clive Dowes, gli dichiara guerra promettendogli che non gli
permetterà di fare affari sul suolo britannico.
Quella notte
stessa, Dowes viene ritrovato morto, fatto letteralmente a pezzi: Dracula non
ha gradito l’affronto subito durante la festa e si è vendicato senza pensarci
nemmeno un momento. Si scopre così che sia Dowes che altri fra gli uomini
presenti al ballo, fanno parte dell’Ordine del Drago: un’organizzazione molto
antica e potente che da circa cinquecento anni spadroneggia nel mondo
perpetrando orribili misfatti che Dracula ha giurato di distruggere.
Lui e Van
Helsing, entrambi vittime dell’operato dell’Ordine (al primo hanno ucciso la
moglie, inquietantemente identica a Mina, al secondo distrutto la famiglia),
hanno stretto alleanza per raggiungere questo comune scopo e hanno architettato
un piano per indebolire le loro risorse finanziarie, le quali sono alla base
del loro potere. Dracula, però, verrà spesso distratto dal suo intento e si
comporterà in modo avventato per via della sua indole focosa e l’attrazione per
Mina.
Devo essere
sincera, sono combattuta: da una parte ho adorato questo pilot, dall’altra sono molto perplessa per alcune libertà che si sono presi gli autori sul soggetto
originale. Ho deciso di sorvolare su queste scelte un po’ discutibili soltanto
perché la trama altrimenti sarebbe davvero scarna e poco originale; in un’epoca
nella quale la leggenda di Dracula è stata proposta in tutte le salse
possibili, questa versione è quella – almeno per ora – più gradevole che abbia
visto: c’è una buona dose di steampunk, che va tanto di moda (e che mi piace
molto), c’è azione, quanto basta di horror e di sesso. Per contro, Dracula
viene presentato come un personaggio che non vive nell’ombra, bensì fa clamore
(a differenza di quello originale); è vero che il tutto viene ampiamente e
correttamente giustificato dallo scopo per il quale sta agendo, ma è mio dovere
avvertirvi che dovete avvicinarvi a questa serie tv con una mentalità aperta verso alcune “variazioni sul tema”. Per intenderci: se siete dei puristi, non vi
piacerà. Mi ha ricordato molto, sia per atmosfere che per il modo in cui sono
state stravolte alcune basi della storia originale, lo Sherlock Holmes
interpretato da Robert Downey Junior nei film di Guy Ritchie: è una
reinterpretazione che è difficile da digerire, ma a mio avviso godibile.
Sicuramente c’è
stato un grande impegno per quanto riguarda la fotografia e la scenografia: la
qualità è ottima, la colonna sonora molto bella e calzante, le scene e le
inquadrature colpiscono l’occhio e l’immaginario, meravigliando lo spettatore
con piccoli ma efficaci accorgimenti. I costumi sono bellissimi, le immagini
metaforiche molto ben costruite. Mi convince un po’ meno la scelta fatta nelle
scene d’azione, quasi tutte al rallentatore, dove Dracula si muove con
l’abilità di un ninja (per un momento mi è sembrato di guardare Matrix e temo
che non andrà meglio nelle prossime puntate); devo dire, però, che ho
apprezzato il modo di rappresentare i passaggi più macabri: lo spettatore
intuisce soltanto – seppur senza possibilità di fraintendimento – quello che
accade, ma a parte il minimo indispensabile di quantitativo di sangue, non si
vede mai nulla di orripilante. Per una come me, che odia lo splatter, è stato
magnifico.
Per quanto
riguarda la ricostruzione storica, ci sono alcune inesattezze sulle quali è
forse possibile chiudere un occhio, se si considera che gli autori hanno
appunto cercato di dirigersi più verso un’ambientazione steampunk.
I personaggi
sono molto ben delineati, tutti egregiamente interpretati. Mi è piaciuto
l’escamotage di fare una carrellata sui principali con la scusa del ballo e delle doverose presentazioni fra
Dracula/Grayson e i suoi ospiti.
Mina è una donna
semplice ma intelligente e graziosa, per nulla svenevole come spesso accade
quando si parla di eroine dell’800; anche le altre donne della serie, le
principali, sono tutte dotate di un carattere forte e una gran personalità.
Jonathan , il fidanzato di Mina nonché giornalista rampante è un ottimo
“antieroe”: è coraggioso, determinato, ambizioso e pur non avendo lo stesso
genere di fascino di Dracula, gli fa un’ottima concorrenza; insomma, se dovessi
trovarmi nei panni di Mina non saprei davvero chi scegliere dei due. Non
succede come in alcuni film nei quali è palese che il fidanzato storico di
turno sia un essere invertebrato che una donna non sceglierebbe mai.
Ho il dubbio che
i componenti dell’Ordine del Drago non siano così malvagi come vengono
descritti da Dracula: spero di non restare delusa, ma ho come l’impressione che
ci sia un perfetto miscuglio di realtà viste da differenti ottiche. Analizzando
alcuni loro comportamenti ed indizi dati nel pilot, se non ci si lascia
coinvolgere dall’odio nutrito da Dracula, si delinea una realtà ben diversa: i
membri dell’Ordine portano avanti da secoli una lotta contro i vampiri e si
premurano di fare in modo che la loro esistenza non venga scoperta; forse può
esser discutibile un passaggio dell’episodio nel quale il capo dell’Ordine
racconta che in realtà gli omicidi attribuiti a Jack lo Squartatore fossero
opera di un vampiro e che proprio i componenti dell’Ordine del Drago abbiano
fatto in modo di manipolare le prove per far credere a tutti che si trattasse
di un semplice serial killer.
L’attore che
interpreta Dracula è semplicemente perfetto: bello e inquietante al tempo
stesso, recita alla grande il suo ruolo ed è davvero affascinante. È un vampiro
molto più simile a quello classico: sensuale, privo di scrupoli, bestiale e dominante.
Ho amato tre
scene in particolare, di questo episodio: quella in cui Dracula/Grayson
accoglie i propri ospiti con una citazione del libro (riadattata al contesto):
“Benvenuti in casa mia,
che possiate liberamente entrare, andare
via felici
e vi prego, lasciate un po’ della
felicità di cui siete portatori”
perché con poche
immagini il regista ha spiegato la storia che lo lega a Mina.
La seconda è
quella nella quale Dracula si “intrattiene” con una delle protagoniste, Jayne,
mentre assistono all’Opera: mi ha davvero colpita per come sono riusciti, senza
mostrare nemmeno un centimetro di pelle più del necessario, a renderla sensuale
e coinvolgente.
La terza ed
ultima, molto poetica, quella in cui Grayson dimostra ai suoi ospiti la propria
scoperta. Nel buio della sala, la lampadina che egli ha consegnato a Mina si
illumina, rischiarandole il viso e mostrando la sua espressione meravigliata,
come quella di una bambina davanti a una magia.
Per concludere,
nonostante tema che la serie degeneri, penso che la guarderò perché al momento
la trovo interessante e ben fatta: per quaranta minuti ho vissuto nell’epoca
Vittoriana, nell’atmosfera ottimamente riprodotta di una Londra fumosa e
nebbiosa. A volte, poter fantasticare un po’ non fa male.
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